Il mio puzzle, i miei pezzi.Di ieri e l'altro ieri.

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domenica 15 marzo 2015

S.Croce della Foce: arriva il finanziamento, si apre finalmente un nuovo capitolo

Per una volta la parola “resurrezione” arriverà prima ancora della Passione.
La metafora, lungi dal voler sembrare blasfema, si presta alla perfezione per la chiesa di Santa Croce della Foce di Gubbio.
Ieri è stato il giorno in cui è stato svelato il piano per finanziare i lavori strutturali per la splendida chiesa barocca simbolo dei riti della Passione a Gubbio e sede dell'antica Confraternita di S.Croce della Foce che organizza ogni anno la suggestiva Processione del venerdì santo.
Occasione propizia perchè venisse illustrato nel dettaglio il piano che vede in campo oltre alla Confraternita di S.Croce della Foce, presieduta da don Giuliano Salciarini, che mai si è tirata indietro nel sollecitare un intervento risolutore, il sindaco Stirati e il consulente ministeriale Rocco Girlanda, grazie al quale sarà possibile attivare un finanziamento importante – si parla di circa 2 milioni e mezzo – per l'intero intervento di riconsolidamento.

Anche il FAI, il Fondo Ambiente Italiano, era presente con la presidente regionale Nives Tei e il delegato eugubino Claudio Fiorucci: l'associazione – che proprio la prossima settimana rinnova in tutta Italia la fortunata iniziativa delle Giornate FAI di Primavera, per favorire la fruizione più ampia e diffusa di alcuni dei tesori artistici del Belpaese. Sono state oltre 12 mila – come anticipato nei giorni scorsi - le firme raccolte nella campagna dei “Luoghi del cuore” a favore di S.Croce della Foce, giunta 25ma nella graduatoria nazionale.
Un attestato ulteriore dell'importanza con cui viene vissuta la missione di recupero di questo vero gioiello architettonico cui la comunità eugubina è legata anche e soprattutto per i riti della Passione.

La chiesa oggi si presenta chiusa, in ogni senso: interdetta all'accesso nell'unica navata che la caratterizza con le preziose decorazioni barocche e il soffitto a cassettoni già oggetto di restauri negli anni scorsi. Inagibile nel presbiterio e nella sacrestia. Ma le ferite più profonde sono quelle testimoniate già lo scorso anno dalle immagini di TRG, le fondamenta, con l'intera zona absidale che sta scivolando verso il fiume Camignano con rischi di crollo resi ancora più serrati dallo sciame sismico che negli ultimi 18 mesi ha interessato il nostro territorio.
Con il piano operativo che illustrato, infine, non si porrà solo rimedio ad una situazione di precarietà preoccupante, risolvendo definitivamente i problemi della chiesa e della sua stabilità.
Si metterà anche la parola fine alla vicenda parallela al lento degrado della chiesa: quella che ha visto polverizzarsi i finanziamenti che fin dal 1999 erano previsti per S.Croce dal PIR e che, prima derubricati a classe 3a a classe N (ovvero di un'opera rinviabile), quindi tra il 2007 e il 2009, quando i fondi previsti 10 anni prima potevano essere recuperati, nulla è stato fatto. Un vulnus burocratico e politico che sarà messo alle spalle.

E se anche quest'anno, come è stato annunciato, i tradizionali riti della Passione subiranno variazioni logistiche – la Processione del Cristo Morto partirà dalla chiesa di S.Domenico per girare verso via Vantaggi e raggiungere il "pietrone" – ci sarà almeno la certezza che i disagi non saranno perenni: e che un nuovo capitolo nella storia di questo sito finalmente si apre.

sabato 4 ottobre 2014

Nella giornata del dono, due poesie che dovremmo imparare a interpretare... ogni giorno

Ogni giorno migliaia di persone donano qualcosa di sé: senza chiedere nulla in cambio.
Può essere il loro tempo, possono essere risorse materiali, può essere un gesto d'affetto o di aiuto concreto, come donare sangue.
Qual è il valore di questo gesto, consapevole, periodico, duraturo?

E' ciò di cui si è parlato alla Biblioteca Sperelliana nel convegno "Io dono, e tu?", promosso da Avis, Aelc e Aido.
Tutto questo nella prima edizione della "Giornata del dono", istituita quest'anno il 4 ottobre, giorno di S.Francesco d'Assisi.

Come per il giorno degli innamorati o la festa del papà, adesso c'è la data per essere tutti solidali e amici, dirà qualcuno: il 4 ottobre di ogni anno sarà il «giorno del dono» ma non si tratta di regalare mimose o cioccolatini.

Giusto per la cronaca, il Senato ha approvato lo scorso anno il disegno di legge bipartisan che istituzionalizza il valore del dono e ricorda il valore dei sentimenti di solidarietà e amicizia tra le persone. 
Due gli articoli contenuti nel testo: il primo evoca per i cittadini «l’opportunità di acquisire una maggiore consapevolezza del contributo che le scelte donative possono recare alla crescita della società italiana». Il secondo stabilisce che in occasione del giorno del dono si possono organizzare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, cerimonie, incontri e momenti comuni di riflessione. Non solo doni materiali, dunque.

Ma il valore di questa giornata non sta certo nel fatto che sia stata "istituzionalizzata". Sta nel fatto che tutti dovremmo ricordare che "donare" rappresenta un pezzo del nostro essere.
Che senso ha avere o anche semplicemente essere, se quello stesso essere non si può trasmettere a qualcuno, non si può offrire, non si può mettere a disposizione per condividerlo?
Parole apparentemente ecumeniche, ma che nascondono anche il cuore della maggior parte dei problemi che quotidianamente viviamo - e di cui parliamo - nella società moderna.

Aspettiamo che qualcuno ci sia la risposta ai problemi ma intanto, spesso, troppo spesso, non si fa nulla per affrontarli. Ognuno nel proprio piccolo.
Ecco, cosa ci dice questo 4 ottobre. Ecco cosa ci insegna "La giornata del dono"
Il cuore dobbiamo provare a mettercelo noi. Possibilmente non un solo giorno all’anno.
 
L'incontro della Sperelliana? Interessante, non solo per le erudite riflessioni del prof. Segatori o della psicoterapeuta Arestìa, ma anche per i numeri e la testimonianza del dott. Lazzarini (anestesista dell'ospedale Gubbio-Gualdo). E soprattutto per le poesie interpretate dal Teatro della Fama. Due in particolare mi hanno colpito.
Ve le propongo. Proprio perchè sia, a loro modo, un dono esse stesse. Per rifletterci. Per farle nostre.
 
 
 
 
Ti auguro tempo

Ti auguro tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull' orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno,
ogni tua tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler



Un Dono

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell' animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare
scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.

Gandhi
 
 
 

domenica 23 marzo 2014

Con il senno del FAI...

E' stato un fine settimana bagnato, ma forse - come recita l'antico adagio - anche fortunato.
E' il weekend della Primavera del FAI, il Fondo Ambiente Italiano che per la prima volta in 22 anni ha scelto anche Gubbio tra i suoi centrimpromotori di un apposito itinerario culturale nel quale riscoprire tesori più o meno nascosti, di cui il Belpaese e' farcito. Il nostro "petrolio" per capirci, quella risorsa che a differenza dell'oro nero, non ha neanche bisogno di riprodursi. Ma solo di conservarsi e valorizzarsi.

In un panorama di pessime notizie per la nostra piccola comunità (l'aggettivo e' riferito anche alla qualità di alcune polemiche cittadine più in voga), salutiamo finalmente qualche spiraglio di luce positiva.
Accesa grazie al successo di partecipazione della due giorni culturale - nonostante le bizze del tempo - e soprattutto grazie alla prospettiva concreta che anche a Gubbio si costituisca finalmente una delegazione ufficiale del FAI. Su questo versante e' al lavoro un gruppo di appassionati, coordinati dall'avv.Claudio Fiorucci.

Non un club elitario, ma un'aggregazione destinata a coalizzare le migliori  energie cittadine in progetti, proposte, iniziative e socialità tese a valorizzare l'enorme patrimonio artistico e culturale della nostra citta'. E proprio l'esperienza dell'itinerario del FAI e' gia' da sola uno stimolo sufficiente ad ispirare, ad esempio, coloro che si candidano a guidare l'amministrazione cittadina per il prossimo quinquennio: dal Teatro Romano alla Guastiglia, dalle Logge dei Tiratori a piazza San Giovanni, fino a Piazza Grande e Palazzo Ducale.

Ce n'e' quanto basta per un progetto concreto e semplice: un itinerario culturale e storico cittadino, dalle vestigia romane (ma potrebbe muovere addirittura dal Bottaccione e dunque dal Terziario) fino al Rinascimento.
Banale vero? Eppure con il senno del FAI...

GMA

Editoriale "Gubbio oggi" - marzo 2014

martedì 23 ottobre 2012

La tassa governativa sulla telefonia mobile è illegittima: Codacons spiega come chiedere la restituzione

Parte in Umbria - prima regione in Italia - l’azione legale del Codacons contro la “Tassa di concessione governativa”.
Chi possiede un abbonamento per la telefonia mobile può chiedere infatti rimborso di una tassa che è stata dichiarata illegittima. La tassa non è di poco conto in quanto ammonta a 5,16 euro al mese per i privati cittadini, e addirittura a 12,91 euro mensili per le aziende.
A rivelarlo - e a condurre in prima linea la battaglia legale contro i colossi della telefonia mobile e lo Stato - è appunto l'associazione consumatori Codacons che scrive: "Questo assurdo balzello era originariamente diretto alle società telefoniche, che dovevano pagarlo per l’utilizzo delle frequenze. Il Governo successivamente stabilì che detta tassa dovesse essere pagata dai titolari di un contratto di abbonamento, in quanto il cellulare era un “bene di lusso”.
Ma dopo una serie di ricorsi - spiega Codacons - la Commissione Tributaria Regionale del Veneto e la Commissione Tributaria di Perugia con due recentissime sentenze non solo hanno riconosciuto che a seguito dell'entrata in vigore del Nuovo Codice delle Telecomunicazioni questa tassa non è più prevista, ma ne hanno addirittura affermato l'illegittimità e l'anacronismo, in un mercato in cui vigono le regole della liberalizzazione.
A seguito di tali sentenze, il Codacons ha deciso di lanciare in Umbria una azione legale per far ottenere agli utenti il rimborso del balzello ingiustamente pagato negli ultimi 3 anni, per un valore complessivo pari a 273 milioni di euro in Italia.
Dunque - un messaggio buono anche per i frequentatori del blog: tutti i cittadini della nostra regione che risultano titolari di abbonamenti per la telefonia mobile – spiega l’associazione – possono aderire all’iniziativa e chiedere la restituzione di quanto pagato, semplicemente seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it.



mercoledì 12 settembre 2012

Quando il diritto alla privacy va di pari passo con quello alla salute...

Per una volta voglio dedicare uno spazio, un pensiero, una semplice riflessione ad un caso. Un caso in Umbria. Una storia che nasconde il conflitto e il dramma di una malattia, ma anche la contraddittoria e paradossale ricaduta negativa della sua conoscibilità all'esterno. Tanto da far pensare che ancor più che la salute, sia la privacy, talvolta, il bene più prezioso di un essere umano. Specie di fronte alla malattia.

La testimonianza mi è arrivata da una associazione. Si tratta di ANLAIDS ONLUS (Associazione Nazionale per la lotta contro l’AIDS) sez. Umbria che segue attentamente la vicenda processuale che si protrae da decenni (i tempi ordinari della nostra giustizia!) di un cittadino umbro, vicino all'associazione, che ha subìto un danno di elevatissimo valore economico ma soprattutto esistenziale.
Sono trascorsi più dodici anni da quando, ricoverato in ospedale, è stato sottoposto ad esami diagnostici senza il suo consenso. La conseguenza è stata che i suoi dati sensibili sono stati usati non correttamente e la notizia del suo stato sierologico (positivo all'HIV) è circolata a macchia d’olio nel contesto sociale dove viveva e vive tutt’ora.
Si tratta, e lo sottolinea la Suprema Corte di Cassazione con una sentenza del 2009, di una violazione dei diritti della personalità e più in dettaglio del diritto alla riservatezza, in considerazione del fatto che nessuna precauzione fu presa affinché i dati estremamente sensibili venissero mantenuti nella massima tutela.
La legge n. 135/1990 prevede che "nessuno può essere sottoposto a test anti HIV senza il suo consenso, “se non per motivi di necessità clinica, nel suo interesse”. Dunque questa norma è stata palesemente violata. La Corte d’Appello non potrà non tener conto del danno da cenestesi lavorativa, danno di matrice esistenziale, provocato dalla condotta dell’Ospedale presso il quale a suo tempo il ricorrente era stato ricoverato. Allo stesso modo la perdita di chance, determinata dal discrimine sociale che la notizia circa lo stato sierologico del ricorrente aveva provocato, nonché degli altri danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.

Immaginiamo che una vicenda come questa colpisca uno di noi. O una persona a noi vicina. In un contesto o in una comunità come la nostra, dove ci si conosce tutti, la "morte civile" sopraggiungerebbe immediatamente, prim'ancora di capire se ci sono buone possibilità di rimandare il più possibile quella naturale.

Sono drammi silenziosi, quelli che si consumano dietro le quinte. E di cui si occupa questa associazione. Anlaids Umbria, ancora oggi si trova di fronte a domande della popolazione relativa a quando, come e dove fare il test per la ricerca di anticorpi anti HIV. La gente ha diritto alla propria riservatezza, ed è più consapevole rispetto al passato dei propri diritti.

Una campagna di sensibilizzazione per l'utilizzo
del profilattico tra i più giovani
"A quanto ne risulta per via informale, scrive l'avv. Demetrio Pellicano, presidente di Analaids Umbria - ancora oggi non viene rispettato in regime di ricovero ospedaliero, il diritto del paziente ad acconsentire all’effettuazione del test HIV. I medici tendono a prescrivere gli esami includendo quello HIV, ma dimenticando, che per questo una legge dello Stato richiede un espresso assenso del paziente".
Non si tratta di una questione riservata pochi casi isolati: sarebbero circa 60 i casi di Aids conclamato che ogni anno compaiono nella sola Perugia, mentre in forte aumento risulterebbero le malattie sessualmente trasmissibili, quali sifilide, gonorrea, ed epatiti B, C, E. Questo secondo i dati forniti dal Dott. Claudio Sfara, dirigente medico del reparto Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e Vicepresidente della sezione umbra dell’Anlaids

Nell’attesa della decisione della Corte d’Appello di Roma sulla definizione del quantum del risarcimento per il cittadino umbro, ANLAIDS UMBRIA ONLUS auspica che possa ricevere il massimo ristoro dopo anni di traversie giudiziarie e soprattutto che simili vicende non si ripresentino più in futuro: esiste l’uomo, esistono i suoi diritti in quanto tale, i diritti della “personalità”, frutto di progresso nella elaborazione giurisprudenziale e pertanto non è conveniente né legittimo tornare al medioevo...

sabato 21 luglio 2012

Una firma e soprattutto un passaparola: per non far finta di non sapere della casta...

Ho telefonato stamattina in comune per verificare la veridicità di una mail che mi era arrivata nella posta personale....e sì, esiste il referendum...si può passare a firmare...
Alzi la mano chi sapeva che presso ogni Comune italiano - almeno finchè non saranno aboliti anche questi - è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261).
Ben pochi, credo.
Si tratta di un referendum, si, l'ennesimo referendum che però - una volta tanto - ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica.
La raccolta firme si concluderà molto presto, il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).
Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare.

Proviamo però a chiederci come mai questa notizia non è passata sui giornali e sui maggiori media nazionali. Per qualcuno c'è puzza di connubbio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta politica. Potrebbe essere...
Non faccio parte nè dell'una (la casta giornalistica) men che meno dell'altra. E allora do il modesto contributo a spargere sale nella (ancora ) piccola ferita che andrebbe inferta al pachiderma politico-burocratico della politica di casa nostra.
Non è "antipolitica" chiedere di ridurre gli sprechi: e in tempi di spending review molte delle indennità di cui ancora godono i quasi 1000 parlamentari del nostro Paese, sono da idenfiticare come sprechi.

Dunque, ora, tocca ad ognuno di noi, con qualsiasi mezzo, diffondere la notizia. Il passaparola, talvolta, ha maggiore efficacia del silenzio, sordo e ambiguo, cui questa iniziativa è stata sottoposta.
Basta fare "un salto" in Comune, un impegno di un quarto d'ora (per chi vive in cittadine come la nostra Gubbio), un contrattempo di qualche minuto in più per chi abita in una città più grande.
Ma ne vale la pena...
Ci vogliono 500.000 firme altrimenti sfumerà l'occasione per assestare un duro colpo alla casta. E anche a chi ha fatto in modo di tenere sotto silenzio questo referendum fino ad oggi.
Dunque firmare ma anche diffondere la notizia.
Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261

Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all'indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni.

E' solo un piccolo passo, visto che tutta la legge in questione meriterebbe una bella "revisionata", ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di popolare protesta pacifica contro gli enormi e ingiustificati stipendi pagati al mondo della politica.
Una firma. Per non avere rimorsi. E per poter dire, male che vada - come Abatantuono nella scena finale di "Mediterraneo" - "Va beh, avete vinto voi. Ma almeno non potrete considerarmi vostro complice...".









mercoledì 30 maggio 2012

"Guida la vita", il video vincitore: e il concorso El.Ba. si prepara a diventare ancora più grande...

L'auditorium dell'ITI "Cassata" gremito
per "Guida la vita" - foto Photo Studio
E’ un’iniziativa di straordinario valore. Mi auguro sinceramente che possa essere estesa almeno a livello provinciale. Perché tanti ragazzi, tanti 18enni della nostra regione, possano esprimersi attraverso la creatività di un video, di una composizione, di uno scritto, su un tema di grande attualità e profondità: il senso della vita da apprezzare anche e soprattutto quando ci si mette alla guida”.


Parole non di circostanza, parole sentite e cariche di prospettive, quelle dell’assessore provinciale con delega alla Sicurezza stradale, Luciano Della Vecchia, tra gli ospiti istituzionali della quarta edizione del concorso “Guida la vita – Il senso della vita”, organizzato dall’associazione El.Ba. e aperto agli studenti delle IV classi superiori degli istituti eugubini. Video, poesie, racconti, disegni: ogni forma di comunicazione è utile per inquadrare, descrivere e narrare il tema del concorso, ovvero il senso della vita come rispetto di quelle norme che rappresentano più prosaicamente la sicurezza stradale.

A presentare, insieme a me, la presidente dell' El. Ba.
Elisabetta Bedini e la psicologa Cinzia Rogo.
A sinistra Luigi Digitale (El.Ba.)
E questa quarta edizione ha rappresentato in effetti un deciso salto di qualità rispetto agli anni precedenti, per la qualità dei prodotti presentati e della partecipazione dei ragazzi (in tutto 9 classi e 2 singoli in “gara”). Lavoro non facile per la commissione, di cui faccio parte, considerando che a differenza degli anni scorsi, potevano essere indistintamente almeno 4 i lavori meritevoli del primo premio. Qualcuno ha vinto, altri sono rimasti fuori, per questioni di inezie (e mi è dispiaciuto leggere lo scoramento di alcune ragazze del IV finito fuori dal podio, costretto come sono stato a dare spiegazioni di un voto che in fondo non era solo mio ma di una commissione di 9 membri, assolutamente al di fuori di ogni condizionamento).
La IV B Liceo Classi festeggia... ma gli applausi
vanno anche a tutte le altre scolaresche - foto Photo Studio
Alla fine ad essere premiati sono stati il racconto di Sara Asslani per la categoria singoli (“La vita è vita, difendila”) e il video del IV B Liceo Classico “Mazzatinti” con un filmato giocato attraverso la corsa allo sballo da parte dei giovani, con continue tentazioni che circondano il ragazzo nel momento in cui il divertimento e la voglia di evadere prende il sopravvento: una clip di poco più di 2’ che viaggia attraverso una doppia dimensione, la realtà “reale” e quella virtuale, ben distinte attraverso la scelta del colore e del bianco e nero, e il finale con la rappresentazione della tragedia in agguato, dalla quale sfuggire con la consapevolezza che anche la serata più balorda può concludersi bene: semplicemente lasciando che a guidare sia un proprio amico che lo sballo ha preferito lasciarlo per un’altra occasione.

Ma una citazione speciale meritano anche gli altri video realizzati: quelli finiti sul podio, al secondo posto (IV A Liceo Classico) con un’originale raffigurazione di una ragazza, sempre vittima e artefice del proprio “sballo” alcolico, che immagina uno dopo l’altro, una serie di supereroi che alla guida della sua auto commettono una serie di infrazioni (fumo, alcool, cellulare, trucco) e finiscono tutti puntualmente “impalati” nell’incidente di turno (emblematica la frase finale “Non ci riescono i supereroi… figurati tu!”.
E il terzo classificato (IV Igea ITC "Gattapone") che sul piano della tecnica di montaggio e del doppio binario realtà-fantasia è certamente il migliore, ma che ha pagato forse la non eccezionale originalità del tema (videogioco-realtà) già utilizzato in passato. Come anche il quarto dei video classificati (IV A Liceo Pedagogico) che ha scelto la danza (non a caso, la passione di Elisabetta Barbetti, cui è intitolata l’associazione organizzatrice) come leit motiv trainante.

Alla fine l’applauso collettivo ha chiuso la felice giornata, nella quale si sono distinte anche le parole di sincero elogio da parte del presidente dell’Aci, Ruggero Campi, che ha confessato di essersi anche commosso in alcuni passaggi dei video trasmessi, tanta la partecipazione forte e diretta che le creazioni dei ragazzi hanno saputo suscitare.

Un grazie va rivolto a tutti i ragazzi che hanno dato se stessi per questo concorso: un contributo importante per una causa nobile e meritoria. E per un problema che purtroppo tocca, direttamente o indirettamente, tutti.
La vera vittoria non sta nel ritirare un diploma con su scritto “1° premio” (un corso di guida sicura all’autodromo di Vallelunga): ma nell’arricchire il cammino di consapevolezza e di sensibilità civica dei ragazzi (e perché no, anche dei loro genitori) sull’importanza del rispetto delle norme del codice, sulla responsabilità del mettersi alla guida senza alterazioni, sulla necessità di rifuggire qualsiasi forma di abuso per rispettare se stessi e gli altri.

Mi auguro che un giorno non ci sia bisogno più di questo assessorato – ha ironicamente ma appassionatamente affermato l’assessore Della Vecchiaquesto dipende da tutti noi. Quando non ci sarà più l’assessorato alla sicurezza stradale, vuol dire che avremo vinto questa nostra battaglia di educazione civica”.

E soprattutto – aggiungo io – di vita...



Il video vincitore del concorso "Guida la vita" 2012 - IV B Liceo Classico "Mazzatinti"





martedì 28 febbraio 2012

Omicidio stradale: per la prima volta un ministro prende un impegno. Per ora a parole. Ma è già qualcosa.

Una vettura sventrata. I soccorsi, spesso inutili, per quanto immediati. Una strada chiusa al traffico. E dietro a tutto questo, soprattutto, una vita che si spegne. E un dolore che resta per sempre.
E' un tema di cui mi sono occupato in altre occasioni, in questo blog. Che ha toccato spesso tutti noi, direttamente o indirettamente. Lasciando ferite profonde.
E per il quale cerco di adoperarmi, anche personalmente, aiutando un'associazione ("El.Ba.") che meritoriamente conduce una campagna di sensibilizzazione nelle scuole alla guida sicura e alla prevenzione contro le stragi del sabato sera. Che più in generale riguardano la necessità che, soprattutto i più giovani (ma non solo), si mettano alla guida consapevoli di tutelare la propria salute e anche quella altrui.

Una piccola svolta sembra ora profilarsi da parte del Governo dei Tecnici, almeno sul piano normativo. A colmare una lacuna, finora ingiustificabile. Il riconoscimento del cosiddetto "omicidio stradale". Ad esporsi per la prima volta, in tal senso, è il ministro dei Trasporti, Corrado Passera:
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1038501/passera-valutiamo-reato-di-omicidio-stradale.shtml

Il ministro Passera
E' la prima volta che un esponente del Governo prende posizione su questo tema. Finora chi ha provocato la morte o serie conseguenze alla guida di un'autovettura (sotto l'effetto di alcool o stupefacenti) ha spesso potuto contare su un "vuoto legislativo" che di fatto lo rendeva immune da conseguenze proporzionate al danno procurato. Come più volte denunciato - soprattutto dai familiari delle vittime - e come avevo testimoniato anche su questo blog, su invito di uno di questi (vedi post del 15 novembre 2011 e del 23 agosto 2011).
Ora le cose potrebbero cambiare - come si può leggere dall'articolo di Tgcom, allegato. E ad esprimere soddisfazione anche il portavoce di "Basta un attimo", Carmelo Lentino, da anni in prima linea nella tutela della sicurezza stradale:
"Salutiamo con piacere l'importante apertura del ministro Corrado Passera che finalmente riconosce la gravità delle morti causate da chi si mette alla guida di un mezzo sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti. Attualmente, purtroppo, queste erano considerate come fossero morti di serie B".
Carmelo Lentino è portavoce di "BastaUnAttimo" la campagna nazionale per la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera che fa parte del Forum Nazionale Giovani.

"La certezza della pena - prosegue Lentino - ed una pena adeguata al reato che è stato commesso, devono essere alla base di un'azione di contrasto al fenomeno dell'incidentalità stradale affinché l'Italia, che ha fallito l'obiettivo del 2010, possa invece raggiungere quanto previsto dalla Carta Europea per la Sicurezza Stradale nel 2020".
"Serve una società più giusta - ha concluso il portavoce di BastaUnAttimo - dove chi uccide riceva una giusta condanna. Questo, però, deve andare di pari passo con un serio investimento per la formazione all'educazione stradale e la sensibilizzazione all'incidentalità".
Parole di cui fare tesoro, queste ultime. E di cui ognuno, nel proprio piccolo, dovrebbe prendere spunto per un impegno concreto, di sensibilizzazione attiva, soprattutto nei confronti dei giovani.
Come con il concorso "Guida la Vita - Il Senso della Vita" aperto a Gubbio a tutte le classi IV superiori, e di cui torneremo a parlare ad aprile. Con la nuova edizione del concorso.
Un piccolo seme. Destinato però a lasciare un segno importante...

martedì 15 novembre 2011

Una firma per chiedere una legge sull'"omicidio stradale". E presto iniziative pubbliche...

Di certo le priorità del nuovo Governo Monti - che forse tra stasera e domani conosceremo, nome per nome, e che presto affronterà il voto del Parlamento - sono altre. E si capisce.
Ma il dato parla comunque da solo: ogni anno in Italia sulla strada perdono la vita 5.000 persone. E almeno un terzo di questi lutti sono resi ancora più insopportabili dal nesso causale: ovvero sono provocati da persone in stato di alterazione mentre sono alla guida.
Da qui la proposta di introdurre nel nostro ordinamento una nuova figura di reato, che assimila quello che adesso è l'omicidio colposo, ad una sorta di omicidio volontario, in condizioni specifiche: ovvero, l'omicidio stradale.

Personalmente ho sempre vissuto in modo particolare questo tema. E ad es: ho aderito a campagne di sensibilizzazione (come "Basta un attimo" - vedi post precedenti su questo capitolo) o a iniziative pedagogiche all'interno delle scuole (il concorso "Guida la vita, il senso della vita"). Questo perchè ritengo la prevenzione lo strumento primo e più efficace per porre limiti a questa "deriva": ma sappiamo tutti che, pur lavorando alacremente su questo fronte, il problema (ma viste le dimensioni, la chiamerei "piaga") è difficile da debellare del tutto.
E allora è necessario creare un deterrente forte per inculcare, soprattutto ai più giovani, il messaggio del rispetto della vita. Se non la propria (che ognuno può alterare come crede, ferma restando la responsabilità di quello che si fa anche verso se stessi), quella degli altri.

E' possibile sottoscrivere una raccolta di firme per chiedere che l'"omicidio stradale" abbia una sua precisa configurazione, nella fattispecie e ovviamente nelle pene conseguenti, all'interno del nostro diritto penale. Nel link sottostante - che mi è stato suggerito da una nuova amica di facebook - è possibile dare il proprio contributo attraverso una semplice firma. Non cambierà nulla, tra oggi e domani: ma magari in futuro, una misura deterrente, indirettamente, contribuirà a diminuire il numero dei lutti e delle lacrime sull'asfalto...

http://www.omicidiostradale.it/

Presto anche nella nostra regione saranno promosse iniziative pubbliche su questo fronte (si parla di un convegno con esperti, a gennaio, a Perugia). Mi auguro che su un tema come questo non ricominci la ridda di strumentalizzazioni politiche, di qualunque colore: di fronte alla vita, di fronte alla necessità di tutelarla, anche sulla strada, non dovrebbero esserci barriere, destra o sinistra che sia.
Certamente anche attraverso questa voce, questo piccolo blog, vi terrò informati sull'evolversi della situazione.

martedì 1 novembre 2011

Luce, gas e ora anche digitale terrestre: ma occhio a chi vi mettete in casa...

Le liberalizzazioni dei servizi di luce e gas e ora, da qui al 23 novembre, il passaggio al digitale terrestre con tutto quello che ne consegue (risintonizzazione dei canali, montaggio del decoder) aprono diversi interrogativi ai fini della tutela del consumatore. A partire da quel che accade nelle sue mura domestiche.
Il panorama ideale per qualche "furbetto" che, può pensare di far cassa gabbando la classica vecchietta adescata per strada, di ritorno dal supermercato, o con un semplice clic al citofono.
Una situazione tipica che però, in vista dello switch off del 23 novembre - quando tutte le tv in analogico di vecchia generazione diventeranno soprammobili, senza l'apposito decoder -  rischia di esasperarsi.
Da qui la necessità di tenere le "antenne dritte" (in tutti i sensi) e magari usare ogni precauzione, anche a costo di apparire diffidenti.

Meglio sembrare burberi che sottovalutare la questione dell’accesso nelle abitazioni private da parte di estranei.

Il rischio del raggiro è sempre dietro l’angolo per tutte le famiglie ed il rischio è ancora più grande proprio quando si tratta di anziani o persone sole.
I peggiori raggiri nei confronti degli anziani vengono perpetrati da malintenzionati che, con scuse più o meno plausibili, si introducono nelle abitazioni di questi ultimi e, sfruttando la buona fede, mettono in atto furti o furtarelli, fino a spogliarli di tutti i loro averi. O facendo firmare documenti improbabili, o distraendoli per andare a rovistare - magari con un complice - cassetti e armadi.

E allora la Cisl, in un comunicato, ha diffuso una serie di consigli utili che, a leggerli così, potrebbero sembrare sciocchezze. Ma a ben vedere sono l'unica vera misura di prevenzione che si può adottare in periodi come questi.
Chi legge queste blog magari penserà "a me non può succedere": ma ognuno di noi ha un parente, un nonno o un conoscente che vive solo e che potenzialmente è esposto a certe "dinamiche".
E allora ecco il ricettario:


MAI ACCETTARE visite a domicilio da parte di sconosciuti,
se ciò accadesse
MAI LASCIARLI DA SOLI negli ambienti della casa.
SE SI HANNO DUBBI TELEFONARE alle forze dell’ordine, all’ente che l’incaricato dice di rappresentare o, in subordine, agli uffici dell’Adiconsum o Fnp Cisl.

Altro grave problema sta emergendo, con le liberalizzazioni, nella vendita porta a porta, di beni o servizi dei più disparati, in particolare per le proposte dai nuovi gestori di luce e gas.
Anche in questo caso BISOGNA DIFFIDARE DEI FACILI GUADAGNI PROPOSTI, NESSUNO REGALA NULLA, non sempre ci si può fidare dell’onestà del venditore, men che meno del suo look e della qualità dell’offerta.

Le persone coinvolte si ricordino, in qualsiasi caso, di chiedere copia dei contratti da far verificare: qualunque venditore senza secondi fini non avrà difficoltà a farlo po a concedere qualche giorno di riflessione prima di firmare. Chi insiste a chiudere l'affare, tutto e subito, forse è perchè ha fretta di "infinocchiarvi".
In ogni contratto deve comunque essere chiaramente indicato il diritto di recesso.

Per evitare brutte sorprese? Il comunicato Cisl ricorda che è possibile rivolgersi all'associazione consumatori Adiconsum o agli stessi uffici Cisl (a Gubbio, 075.9272092).
Una telefonata magari non allunga la vita - come recitava un vecchio spot con Massimo Lopez - ma può evitare una cocente fregatura...



P.S.
Per i nostalgici, ecco in link, il mitico spot anni '80 dell'allora SIP (società non più esistente, dunque, non si rischia neppure la pubblicità occulta...). Con un Massimo Lopez straordinario...


giovedì 6 ottobre 2011

Lotta alle dipendenze da gioco: una mano la dà pure Federconsumatori...

L'allarme è di quelli da non sottovalutare. E sembra quasi paradossale a due settimane dalla vincita del secolo, che ha fatto di Gubbio la capitale del Supernalotto - con i 65 milioni di euro che saranno distribuiti (con potenziale ricaduta anche sul territorio) a circa una ottantina di persone.

Eppure dietro le vincite milionarie, quelle che fanno notizia, si nascondono milioni di storie occulte che notizie non sono. Perchè restano ai margini, finchè purtroppo, talvolta, sfociano nel peggio.
E così mi ha colpito l'allarme lanciato da una associazione di categoria, la Federconsumatori di Perugia che ha raccolto il "grido disperato delle donne perugine" - così testualmente lo ha definito in un comunicato stampa - accumunate dalla triste situazione di mogli o fidanzate i cui uomini sono caduti nella rete del gioco d’azzardo attraverso le slot machine, soprattutto quelle nuove chiamate VIDEOLOTTERY (conosciute anche come VLT9).

Quante volte, entrando in un bar o in una tabaccheria, ci si imbatte in persone completamente assorte (direi, assenti) nel digitare i tasti della speranza (e troppo spesso, dell'illusione) di un videopoker?
Ora, nulla di illecito, per carità.
Anzi, ricordo che a Las Vegas, nel MGM hotel - che ebbi l'occasione di visitare 3 anni e mezzo fa, "assaggiando" timidamente la febbre da gioco che da quelle parti è argomento di culto - mi ritrovai qualche slot machine persino nei WC (immaginando che chi l'aveva progettato accanto al Vespasiano, pensasse che esistesse nel genere umano anche qualcuno che volesse provare l'ebbrezza del gioco durante la più fisiologica delle operazioni...).
Lì per lì rimani a bocca aperta - come quasi per tutto ciò che ti circonda a Las Vegas. Poi però ti accorgi che è solo plastica che ricopre un sogno. La realtà di tutti i giorni è un'altra...

E così anche per il gioco. Quello che dovrebbe essere un "passatempo" - e comunque mai a costo zero - si trasforma spesso in una sottile e quasi invisibile "schiavitù", in una forma di dipendenza subdola e incontrollabile.
Difficile da domare perchè quando ci si accorge di esservi invischiati, può essere troppo tardi.
E così Federconsumatori lancia un appello: si dichiara pronta ad incontrare le donne (molte già si sono rivolte all'associazione) con tutta la riservatezza e discrezione del caso, ed intraprendere tutte le iniziative necessarie per verificare la regolarità di locali in apparenza innocui ma che se visitati attentamente si “rivelano luoghi per spennare e rovinare i malcapitati”.


Da uno studio effettuato da Federconsumatori di Prato e ASL si ricava che il gioco d’azzardo è cresciuto dal 2009 al 2010 del 22% e che nei primi tre mesi del 2011 sono stati giocati 3,2 miliardi di euro.
L'ambigua ipocrisia è che lo Stato alimenta questo circolo vizioso - traendone ovviamente benefici e introiti - salvo poi lanciare campagne di sensibilizzazione fini a se stesse, un po' come avviene per il tabacco: si scrive "Nuove gravemente alla salute" e la coscienza è pulita. Poi i cocci però li raccoglie chi deve fare i conti con malattie e salute precaria.

Le statistiche dello studio di Federconsumatori Parma ci dice che la maggiore dedizione al gioco proviene dagli uomini,.mentre la maggior parte degli intervistati ha ammesso di giocare più di un euro, il 15% ha risposto di giocare tra i 10 e i 100 euro a volta. Inoltre come denunciato dalle donne del comitato anonimo femminile perugino, si scopre che nei locali della città esistono anche concorsi a premi, con in palio addirittura delle automobili, cui si può accedere soltanto se ti giochi tutta insieme (e te la devi giocare tutta) la modica cifra di 200 euro...

giovedì 8 settembre 2011

Un'associazione in nome di Agnese: e sarà lei ad inaugurare il nuovo spazio verde a S.Ubaldo...

Al suo nome e alla sua storia è legata una delle pagine di solidarietà più autentiche e coinvolgenti per la comunità eugubina: da oggi anche un nuovo spazio verde a fianco della Basilica di S.Ubaldo e soprattutto un’associazione destinata a proseguire il miracolo di solidarietà che le ha permesso di riavere un sorriso.

Ricorderete la storia della piccola Agnese Cecchetti, 8 anni il prossimo mese di dicembre: oggi sorride, corre e gioca, grazie ad un intervento chirurgico per una patologia cardiaca rarissima effettuato al Children Hospital di Boston (Usa) nel novembre scorso. Un intervento altamente costoso – oltre 200 mila euro – per il quale si mise in moto una straordinaria gara di solidarietà tra tutti gli eugubini che ha consentito di sostenere i costi enormi di questa complessa e delicata operazione.

Oggi la sua famiglia, insieme ad amici e conoscenti che hanno vissuto da vicino questa vicenda, vuole dire grazie, attraverso un contributo tangibile e destinato a lasciare il segno nel tempo.

E così sabato prossimo, 10 settembre, alle 18.30, sarà inaugurato il piccolo ma accogliente parco che sorge a fianco della scalinata della Basilica di S.Ubaldo, risistemato dopo anni di incuria, grazie al contributo della famiglia di Agnese, derivante dalla raccolta fondi, in collaborazione con il Comune di Gubbio (per un investimento di circa 23 mila euro).
Una raccolta - quella dello scorso anno - alimentata da numerose iniziative e manifestazioni (di cui è stata principale animatrice, l'amica Lidia Ceccarelli, "una di famiglia" per la mamma e il papà di Agnese) e che è andata al di là del necessario. D’ora in poi quelle risorse ancora a disposizione andranno a costituire il fondo di dotazione iniziale della nuova associazione onlus “Agnese” – che avrà proprio lo scopo di raccogliere i fondi necessari per sostenere interventi medico-chirurgici particolarmente complessi e costosi di altri bambini o persone bisognose, che debbono essere effettuati in Italia o all’estero.

E sabato sarà proprio Agnese a tagliare il nastro, come ha confermato oggi stesso sua madre, Nadia Brunetti, in un'intervista molto commossa e significativa, che andrà in onda stasera nella rubrica "Trg Plus" (ore 21 su TRG).

Nelle prossime settimane sarà presentata l’associazione, che ha individuato come presidente l’eugubino Fausto Marionni, imprenditore già impegnato nel mondo del sociale, delle tradizioni e dello sport.

Intanto sabato a S.Ubaldo, dalle 18.30, sarà festa aperta a tutti gli eugubini. Un momento conviviale – con rinfresco - con cui ritrovarsi, condividere l’emozione che la storia a lieto fine di Agnese ha regalato a tutti gli eugubini, e porre le basi per l’attività futura dell’associazione onlus Agnese.
Una festa per DIRE GRAZIE e per guardare al futuro, grazie all’associazione che porterà, insieme al suo sorriso, anche il suo nome: Agnese.

martedì 23 agosto 2011

Troppe stragi sulla strada rimaste impunite: la richiesta di "Basta un attimo", e uno spot di TRG sempre attuale...

"Sarebbe importante che quanto annunciato dal Ministro dell’Interno e da quello della Giustizia nel corso della conferenza stampa di metà agosto non sia l’ennesimo annuncio spot sul tema della sicurezza stradale, effetto esclusivamente dell’onda emotiva per gli avvenimenti di questi ultimi giorni, ma rappresenti effettivamente una volontà politica e governativa di immediata attuazione>>.
Parole di Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani, in merito alla proposta dei Ministri dell’Interno e della Giustizia sull’introduzione del reato di omicidio stradale.


Da tempo la nostra emittente TRG ha sposato la campagna di sensibilizzazione "Basta un attimo", realizzando anche uno spot (molto efficace, a cura di Andrea Guerrini - che potete apprezzare in coda a questo post) che ha fatto il giro d'Italia nelle tv locali per l'efficacia con cui parlava dei rischi che si corrono, quotidianamente, sulla strada.
Ognuno di noi, purtroppo, ha perso qualcuno di importante. Ha lasciato sulla strada, un pezzo di sè...
Per questo non ho mai esitato ad incentivare, con ogni mezzo e modalità, qualsiasi iniziativa potesse aiutare a parlare di sicurezza sulla strada: dagli spot, alla semplice partecipazione a manifestazioni come "Guida la vita - Il senso della vita", promossa dall'ass. El.Ba. di Gubbio nelle scuole.

Stamane, leggendo sui giornali delle testimonianze di alcuni genitori di vittime della strada, proprio in relazione alla questione della proposta di legge sul reato di "omicidio stradale", ho avuto i brividi.
Emblematico il fondo di prima pagina sul "Giornale dell'Umbria" a firma di Umberto Maiorca dal titolo "Quando gli ubriachi al volante non pagano". Storie di vita (o meglio, di morte) quotidiana, rimaste del tutto impunite. Per la carenza di norme. O forse, per l'eccesso delle stesse, che aggrovigliate tra loro lasciano spazi di manovra ad abili giuristi capaci di farla "fare franca" ai propri assistiti. Con rispetto, ovviamente, dei più sani principi di garantismo, principi che - leggendo le storie narrate dal Giornale dell'Umbria - vanno semplicemente a farsi benedire.

"In Italia - continua il Portavoce di BastaUnAttimo - le vittime della strada continuano ad essere troppe e la guida in stato psico-fisico alterato dall’assunzione di alcool o sostanze stupefacenti continua ad essere una delle cause principali, assieme all’elevata velocità. Ci vogliono pene proporzionate alla gravità di quanto commesso, ma ad oggi il nostro ordinamento è carente".

"La politica - prosegue - affronta questo argomento da decenni, ma non ha mai avuto la determinazione necessaria per risolverlo. Altrimenti non si continuerebbero a contare, quotidianamente, dieci vite spezzate sulle strade italiane".
"Si passi dunque dalle parole ai fatti - conclude Lentino - ricordandosi anche degli indispensabili investimenti in educazione stradale, ma questo è un altro capitolo".
Parole pienamente condivisibili...
 
 
  Spot prodotto da TRG (realizzazione Andrea Guerrini) per campagna nazionale "Basta un attimo"

giovedì 5 maggio 2011

La parodia di "Affari tuoi": perchè la vita non è una scommessa... soprattutto al volante...

In gioco la vita: talvolta per un bicchiere di troppo. Un rischio quasi inconsapevole che migliaia di ragazzi si trovano sulla propria strada ogni fine settimana.
Come nel popolare show “Affari tuoi”: l’apoteosi della banalità assurta ad abilità, dove sogni, speranze e futuro sono racchiusi in una scatola blu sigillata. E dove lo “scavicchi ma non apra” – coniato in una delle prime edizioni da Bonolis – è quasi la formula magica per cambiare senso alla propria vita. Salvo disperarsi chissà per quanto tempo, in caso di errore…

Sulla metafora, efficace e brillante, collegata alla fin troppo popolare trasmissione di Raiuno poggia il video vincitore del concorso “Guida la vita – Il senso della vita e la sicurezza stradale” promosso per il terzo anno consecutivo dall’associazione “El.Ba.” – intitolata ad Elisabetta Barbetti, una giovane eugubina scomparsa proprio in un incidente stradale 10 anni fa. Una meritoria iniziativa che vede il patrocinio degli enti locali e la collaborazione preziosa dell’associazione Carabinieri e della Polizia di Stato, oltre che dell’Ufficio scolastico regionale.

Per una volta, scuola, istituzioni e privati (non mancano gli sponsor, tra i quali anche l’autodromo di Misano) fanno quadrato per prevenire quello che purtroppo è un fenomeno cui non si fa più neanche caso sfogliando i quotidiani del lunedì. Finché non se ne è colpiti più o meno direttamente.

Il concorso non è solo un momento di confronto tra gli studenti delle IV classi superiori eugubine (i ragazzi per intenderci, in procinto di svolgere l’iter istruttivo per la patente) sul tema della sicurezza stradale: prima di questo, l’El.Ba. promuove nel corso dell’anno un ciclo di incontri formativi e informativi coordinati da Cinzia Rogo (psicoterapeuta) e con la presenza di addetti ai lavori (tra questi anche l’ex pilota di F1, Sigfried Store, sul tema della guida sicura e dei parametri spesso sconosciuti, legati alla stessa).

Da tre anni mi onoro di far parte della commissione giudicante i video e gli elaborati dei ragazzi che partecipano (quest’anno 13, tra gruppi e singoli), grazie all’invito di Luigi Digitale e della presidente Elisabetta Bedini. Anche i lavori di questa edizione hanno segnalato grande sensibilità da parte degli studenti: non il “fare tanto per fare” – atteggiamento che purtroppo condisce molte attività scolastiche – ma il “fare per costruire qualcosa”. Il gusto del fare, per lanciare un messaggio, un segnale, per dimostrare che ci sei.

Ho percepito questo in tanti elaborati (non solo video, ma anche grafici e scritti) che abbiamo avuto modo di esaminare con la commissione di cui fanno parte anche docenti, dirigenti scolastici, dirigenti di Polizia, oltre agli stessi responsabili El.Ba.

Dal video vincitore – che ha colpito tutti per la formidabile capacità comunicativa – ad altri video originali e profondi nel messaggio, ai racconti fino alle slide dell’elaborato che si è aggiudicato il primo premio della categoria singoli: una bara che a tutta velocità solca l’autostrada con lo slogan “La vita a 200 all’ora”. Un pugno nello stomaco di un’efficacia straordinaria: la capacità di tradurre e sintetizzare in un semplice flash milioni di pensieri, parole e considerazioni.
La vincitrice, in questo caso – Caterina Venerucci (qui a fianco nella foto di Paolo Tosti) – non a caso è “figlia d’arte”: suo padre, l’amico Federico, è mente brillante e sapiente grafico, il cui dna evidentemente ha prodotto fantasia eccellente.

Un discorso a parte, comunque, merita il video che ha meritato il primo premio: nelle precedenti edizioni c’erano stati punti di vista differenti tra le varie produzioni, alcuni particolarmente originali, altri crudi e anche cruenti, altri ancora toccanti perché reali, vissuti ed emozionali. Ricordo lo scorso anno un video costruito con i Lego, attraverso una sorta di filastrocca, con la musica di “Tik Tok”, in cui si inscenava lo sballo prima, e il dramma poi, con il messaggio finale che “La vita non è un gioco”; oppure l’intervista ai genitori di un ragazzo eugubino che ha perso la vita, suo malgrado, in un incidente causato da un altro giovane trovato sotto l’effetto di stupefacenti.

Quest’anno però non ci sono stati dubbi: appena visionato, il video poi vincitore è parso unanimemente il migliore.
Tanto da farmi sorgere più di un dubbio che fosse davvero tutta “farina di giovane sacco”: coinvolgente la sceneggiatura, prorompente il ritmo, straordinaria la fotografia. Così come la scelta di alcune inquadrature, i movimenti della camera, il susseguirsi di situazioni. Difficile non pensare ad una “longa manus” esperta e di qualità che abbia, quanto meno ispirato, i giovani studenti liceali autori del prodotto.


I ragazzi del IV B Liceo "Mazzatinti" vincitori del concorso
 Ad ogni modo, chapeau, a chiunque l’abbia ideato, costruito e poi realizzato (nessuna delle tre azioni è sufficiente, necessaria, e scontata, senza le altre).
E un consiglio: fatelo girare, fatelo vedere a tanti, tantissimi giovani: salvare anche una sola vita, con la suggestione di un breve ma intenso racconto, sotto forma di clip, non ha prezzo. E rivaluta, di un milione di motivi, le potenzialità del piccolo schermo – troppo spesso male utilizzato da chi dovrebbe farne un “mestiere” in senso nobile – e ci conferma come quando si parla di giovani, si dovrebbe prima di tutti ascoltarli e metterli alla prova: prima di pretendere di averli capiti e identificati.

Complimenti a tutti i ragazzi che hanno partecipato: un video ha vinto (e per chi avesse piacere, può cliccare qui sotto), ma tutti coloro che hanno prodotto anche 1 solo minuto in questa iniziativa, hanno lasciato comunque un segno… Per sè e per gli altri...


giovedì 3 febbraio 2011

La telefonata a ora di pranzo? Dal 1 febbraio se non volete scocciature dovrete fare così...

Una telefonata allunga la vita, recitava un vecchio spot, con Massimo Lopez.
Eravamo all'inizio degli anni Novanta. E pochi avrebbero pensato, allora, che il telefono sarebbe potuto diventare anche un efficace strumento di vendita.
Nel giro di qualche anno però il fenomeno del telemarketing - la vendita di prodotti via telefono - ha cominciato a prendere piede anche in Italia, dopo il boom negli Usa (come al solito precursori nel campo dello sviluppo economico-commerciale).

Oggi capita spesso di essere contattati, il più delle volte ore pasti, per una proposta che generalmente arriva da compagnie telefoniche, o dalle cosiddette società utilities (energia elettrica, gas). Ovviamente la chiamata avviene negli orari in cui è più probabile un contatto "attivo", anche se non vorrei essere nei panni delle telefoniste call center che sanno bene di imbattersi il più delle volte nel signore di mezza età, con il boccone a metà, il tovagliolo a quadri infilato nella camicia, la bocca sporca di sugo e il tg lasciato sui titoli d'apertura...

"Ma chi vi ha dato il mio numero?" è una delle risposte più urbane che le suadenti telefoniste si sentono rispondere in genere dall'altra parte della cornetta.
Quesito più che legittimo. Anche se è bene sapere che fino al 31 gennaio scorso il nostro numero figurava in appositi elenchi (data base) che vengono distribuiti, anche profumatamente, da specifiche agenzie che si occupano appunto di telemarketing. Come fanno ad averli? La risposta più banale è "da un elenco Telecom", ma senza ricorrere al lavoro amanuense di ricopiatura certosina, ricordiamoci che quando sottoscriviamo un contratto (ad es: con una compagnia telefonica) e barriamo la famosa casella della legge 676/96 (meglio nota come legge sulla privacy) noi diamo il nostro consenso all'utilizzo dei nostri dati (numero telefonico incluso) ad altri soggetti anche per iniziative e/o proposte commerciali.

Tutto questo fino al 31 gennaio scorso.
Dal 1 febbraio, infatti è entrata in vigore, la nuova normativa di Telemarketing che - superando la precedente in cui si poteva essere contattati attraverso elenchi di cittadini che avevano dato il loro benestare (sistema opt-in) - prevede il nuovo sistema (opt-out): il silenzio diventa assenso, per cui tutti coloro che hanno un numero telefonico a domicilio possono essere contattati, anche senza espresso consenso. Una condanna? Non è proprio così...
Se non volete essere contattati bisogna richiedere l’iscrizione nel cosiddetto”registro delle opposizioni” anche se di questa opportunità praticamente nessuno ne è a conoscenza.

Ad informare su tutto questo è stata Federconsumatori,  associazione comsumatori, in una nota della segreteria regionale umbra. Un'informazione utile, non solo per evitare le "scocciature" a ora di pranzo o di cena, ma soprattutto perchè la nuova normativa non prevede un adeguato e opportuno periodo transitorio, che sarebbe fondamentale per l’informativa alle famiglie - anche alla luce delle esperienze registrate in altre stati della comunità europea,(Spagna e Regno Unito), che hanno adottato questo sistema e che ha visto la lista delle opposizioni raggiungere dimensioni adeguate solo dopo svariati anni di vigenza di questo sistema.

Federconsumatori, per la cronaca, definisce "molto grave" questa novità "che comporterà fortissimi disagi alle famiglie italiane soprattutto a quelle più anziane. Ecco perché chiediamo una deroga all’attuazione di questo sistema di alcuni mesi per permettere una capillare informazione al Paese. Inoltre vorremmo capire,e presenteremo esposti in tal senso,come è stato possibile affidare l’incarico di costituire il “registro delle opposizioni” ad una fondazione senza che vi sia stata ,anche qui, una minima informazione su tale affidamento e di cui chiederemo conto sulla correttezza e sul rispetto delle regole per tale operazione".

Nel mio piccolo ho ritenuto utile informare i telespettatori inserendo questa notizia nello spazio "solidarietà e sensibilizzazione" di "Link" - nella 16ma puntata in onda stasera (e in replica domani ore 14.30, sabato ore 16.30 e domenica ore 12).
Per maggiori informazioni suggerisco di contattare gli uffici di Federconsumatori o di cliccare sul sito dell'associazione stessa.

venerdì 29 ottobre 2010

Una testimonianza struggente... per capire che ogni volta che ci mettiamo al volante mettiamo in gioco tutto...

"Mamma, sono uscita con amici.

Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici.
Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.


Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto.
Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato!


Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".
Mamma, la tua voce sembra cosí lontana!
Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere.
Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará".
Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.
Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire...


Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite?
Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...
Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...


La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura.
Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente.
Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene.
Per questo... ti voglio bene e...addio".

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva... Scioccato.
Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.
Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo.
Questo piccolo gesto può fare la differenza.
Diffondilo...

Da parte mia continuerò ad impegnarmi per diffondere questo messaggio, speriamo quanto più di prevenzione.
Anche quest'anno con l'associazione "El.Ba" torna il progetto "Guida la vita, il senso della vita" per sensibilizzare gli studenti eugubini ad un approccio consapevole ai pericoli della strada, in qualunque fascia d'età. Ho l'onore di far parte della giuria che valuta gli elaborati scolastici, ma al di là di questo (e del voto con la paletta che lascia il tempo che trova) ritengo che sia un'iniziativa - con la partecipazione della Asl, della Questura di Perugia e dei Carabinieri - altamente meritoria.
Ne parleremo ancora a TRG nelle prossime settimane riproponendo anche alcuni video realizzati dai ragazzi delle scuole superiori come spot contro l'abuso di alcool e altre sostanze prima di mettersi alla guida.
Sono arrivati messaggi molto profondi e significativi. Anche se ancora resta tanto da fare e da dire. Nelle scuole e non solo...
Per il momento ho voluto farvi partecipi di questa struggente testimonianza che mi è stata inviata da un amico con la preghiera di diffonderla. La giro a voi, invitandovi a fare altrettanto (con o senza blog).
Lo dobbiamo a noi stessi, agli amici che abbiamo e a quelli che non ci sono più...