Il mio puzzle, i miei pezzi.Di ieri e l'altro ieri.

sabato 23 ottobre 2010

Gubbio: dall'aria di smobilitazione alle richieste per il prossimo governo cittadino...

Più che una riflessione, stavolta un'occasione di confronto. E' aria di smobilitazione o siamo noi che vediamo esageratamente in toni negativi quello che sta accadendo a Gubbio? Sarà forse l'aria delle elezioni che non distano poi così tanto, la voglia di "novità" che le caratterizza da sempre (a prescindere se la novità sia buona o meno, e questo vale anche per il passato), fatto sta che si sta intensificando il dibattito sul termometro della situazione politico-amministrativa a Gubbio.

La fotografia attuale per altro è abbastanza "piatta": nel senso che in molti stanno ancora alla finestra, e per motivi diversi. Rifondazione è alla ricerca del dopo-Goracci (difficile ricerca), il PD è alle prese con l'ampio dibattito interno (tutt'altro che placido), il centro destra tace (non è una novità), gli unici fermenti arrivano dalla società civile - con la candidatura di Lucio Lupini per la lista civica "Gubbio per noi" e dall'Italia dei Valori che, sorprendendo anche i diretti interessati, ha avanzato la candidatura di Aviano Rossi, vice presidente della Provincia (con vaghe origini eugubine, da parte di madre e moglie eugubina) per le primarie di coalizione, con l'obiettivo di riunificare tutto il centrosinistra (sarebbe una specie di miracolo, dopo 20 anni di derby PDS-Rifondazione.
Ma più che le figurine dell'album Panini di Palazzo Pretorio, interessa capire cos'hanno in testa i futuri protagonisti dell'agone cittadino, per migliorare la situazione e risolvere (o almeno affrontare) i problemi più sentiti e annosi di questo territorio.
Apriamo allora almeno un dibattito tra noi - dando seguito ad un post precedente nel quale chiedevo "di cos'ha bisogno Gubbio?".
Lo spunto me lo ha dato un altro post, sul forum del sito trgmedia.it, che di seguito allego e che può essere decisamente "stimolante". Prende le mosse dal trasferimento di "Altrocioccolato" da Gubbio a Castiglione del Lago, vicenda di per sè non gravissima ma sintomo di quell'aria di smobilitazione che si avverte in città e di cui parlo anche nel post su "Folignopoli" (editoriale di "Gubbio oggi") e facilmente tangibile anche dalla recente vicenda del Tribunale.
Poi nel corso dibattito dirò anche la mia, in modo più approfondito. Buona opinione a tutti...

giovedì 21 ottobre 2010

Tribunale di Gubbio: la sede resta, ma avvocati e clienti dovranno "traslocare"...

Fatta la legge, trovato l’inganno.
L’antico adagio potrebbe adattarsi perfettamente all’ennesimo capitolo della saga del Tribunale a Gubbio. O meglio di quella che è la sede distaccata eugubina del Tribunale di Perugia, della quale solo poche settimane fa si celebrava la permanenza e la salvezza.
La sede infatti resta, ma da ieri la doccia fredda è un’altra: tutta l’attività giudiziaria è di fatto trasferita a Perugia. A deciderlo il Presidente stesso del Tribunale di Perugia, Mario Villani che con provvedimento n.391/10 dispone che tutti i procedimenti penali di competenza del magistrato togato, Nicla Flavia Restivo, incardinati presso la sezione distaccata di Gubbio, vengano trattati dalla stessa Restivo presso la sede centrale. Il magistrato interessato provvederà all’attuazione dello stesso provvedimento coordinando le varie esigenze. Motivo della disposizione – immediatamente esecutiva – il fatto che la stessa giudice Restivo sia stata applicata al Tribunale di Sorveglianza per sei mesi, tre giorni la settimana (mercoledì, giovedì e venerdì): da qui la necessità secondo il presidente Villani di concentrare in un’unica sede, quella perugina, tutti i procedimenti penali di competenza della Restivo.

La nota, diffusa solo ieri sera, ha creato subbuglio presso la sede giudiziaria eugubina di via XX Settembre dove stamane numerosi legali si sono ritrovati sottolineando il disagio e le problematiche che il provvedimento determinerà, in fatto di costi aggiuntivi per i professionisti e di difficoltà logistiche per i clienti.
Ad operare nella sede distaccata eugubina resterà dunque il solo giudice ordinario Alessandra Arioti, ovviamente per la cause di minore entità, per altro solo il martedì. Del dibattito e della battaglia condotta nei mesi scorsi per la permanenza del Tribunale a Gubbio resta solo il ricordo e la rabbia dei diretti interessati.
Costretti ora, codici, clienti e bagagli, a trasferirsi a Perugia.

Una riflessione comunque è doverosa: nel processo di razionalizzazione degli uffici giudiziari in tutta Italia ci può stare che in una città come Gubbio venga meno una sede di Tribunale non particolarmente attiva in fatto di procedimenti - fermi restando i ritmi elefantiaci della giustizia made in Italy.
Il problema è il modo surretizio e un po' ambiguo con il quale di fatto si è tradotto in "norma sostanziale" (il trasferimento dell'attività penale) quello che non era previsto da una "norma formale" (il mantenimento in vita della sezione di Gubbio). Un modo molto "italico" - stavolta da parte degli attori giudiziari - per aggirare l'ostacolo e gabbare la comunità locale.
Sarebbe interessante capire che fine faranno altri siti giudiziari delle dimensioni di quello eugubino, in tutta Italia: se anche altrove, ci sarà qualche Presidente di Tribunale così abile da cogliere la palla al balzo e trasformare quello che era un semplice "time out", in un'azione di contropiede...


In coda, il link per il servizio su TRG
http://www.trgmedia.it/video.aspx?but=1&imgx=1&img=img/tgtrg.gif&s=trgsette/&f=trg7-3585.wmv&d=TG%20del%2021/10/2010

mercoledì 20 ottobre 2010

Fantacalcio Eugubino: Viking pareggia nello scontro diretto e resta a +3 dalle inseguitrici...

Finisce in parità la sfida al vertice del Campionato Eugubino di Fantacalcio: è 2-2 tra "Jack in the box" (Gma) e "Viking Line" (Dada), che dunque mantiene 3 lunghezze di vantaggio. La quinta giornata consacra come possibile inseguitrice "I gemelli del gol" (Solle) e conferma la buona vena della "Gioventù Zebrata" (Aloja). Primo acuto stagionale per "Una bomber", per altro in trasferta. In classifica, detto del vertice, perde terreno "Ingrifati" (Davide), mentre La Marabunta (Cieccio) resta l'unica squadra all'asciutto di vittorie. Campionato che - a due turni al giro di boa, e dunque dal mercato di riparazione - si conferma sostanzialmente equilibrato, l'unica imbattuta resta Viking Line. Domenica se la vedrà con Atletico Pipao (Caldarelli), mentre è sfida diretta tra le prime inseguitrici, Jack in the box-Gemelli del gol.

Dal record di Del Piero, alle sue coincidenze fino a... "quel momento lì..."

Una curiosità, suggeritami dall'amico Matteo Fumanti, tramite facebook, mi ispira questo post.
Domenica scorsa Alex Del Piero (qui nella foto, piccolo ma già campione) ha tagliato l'ennesimo record sportivo. Per lui 178 gol in campionato, come Giampiero Boniperti, il bomber di tutti i tempi nella storia della Juventus.
La curiosità sta nel fatto che il primo gol in carriera, Del Piero lo segnò nel settembre 1993, a inizio stagione, nell'allora Juve allenata dal Trap, contro un'avversaria che si chiamava Reggiana: proprio l'avversaria di domenica scorsa al "Barbetti" - battuta a sua volta dal Gubbio 2-1.
Coincidenze curiose e simpatiche, che  mi portano a ricordare il fenomeno Del Piero non solo con il suo gol numero 178 (vedi link in basso), ma soprattutto con alcune sue parole, tratte dal libro "+10" che suonano da incipit non solo di un volume scritto a quattro mani da un giocatore di calcio, ma potrebbero valere per molte altre esperienze della nostra quotidianità.
"Quel momento lì" è il titolo di questa riflessione: che ci dà la cifra del personaggio. E ci porta a riflettere su come, talvolta, sia l'istinto (e in fondo il talento è puro istinto) a farci prendere le decisioni più importanti della nostra vita. In quell'attimo nel quale - se siamo noi stessi - riusciamo, senza neppure accorgercene, a dare il meglio di noi stessi.

"C’è un momento di profonda solitudine – a volte dura un secondo, a volte dura una frazione di secondo – quando stai per fare una cosa e i tuoi avversari non sanno cosa farai, i tuoi compagni non sanno cosa farai, e soprattutto non lo sai neanche tu: lì il calcio non è più uno sport di squadra, e sei solo con la palla che sta arrivando.
In quel momento conta enormemente come stai, come ti senti fisicamente, che motivazioni hai; conta il lavoro che hai svolto in allenamento, conta se senti o no la stima dell’allenatore e dei tuoi compagni, conta come ti va la vita privata, conta tutto.


E sei solo. Se nel fondo di te stesso non stai bene, in quel momento farai sicuramente la cosa più ragionevole, la più conservativa e dunque, alla fin fine, la più prevedibile: farai di tutto per uscire da quella solitudine, per riunirti subito a compagni e avversari in una logica di gioco che valga per tutti.

Ma se invece stai bene, se sei in pace con te stesso e con il mondo, allora quell’attimo di solitudine diventa un vantaggio immenso, perché puoi liberare l’istinto e fare quello che devi mentre ancora nessuna sa cosa sia, nemmeno tu. Diventi quello che fai, per così dire, sparisci nel tuo gesto.
Sono momenti di grazia assoluta, il vero nirvana del gioco del calcio.

Le cose più belle che ho fatto nella mia carriera le ho fatte così, nel fondo di questa solitudine, svuotato di ogni pensiero e dunque libero dalla pressione psicologica, dagli schemi, dalla ragionevolezza, da ogni logica di azzardo e convenienza: le ho letteralmente fatte e basta.
Sono momenti così belli, così pieni di quel nulla preziosissimo, che poi, ovviamente, non li ricordo: ricordo il subito prima e il subito dopo, ma il momento magico svanisce, perché è un dono talmente puro che basta a se stesso. E’ come non esserci più, o meglio, è come esserci in una forma diversa, più alta e misteriosa, inconcepibile, istintiva. E’ meraviglioso.
Alessandro Del Piero

http://www.youtube.com/watch?v=AaQJTFxF7fw


P.S. Ho avuto la fortuna di intervistare a tu per tu Del Piero, l'8 aprile 2008. Su questa intervista, realizzata a Vinovo, legata niente meno che alla mostra evento del Pinturicchio a Perugia, dedicherò un'apposita uscita (magari linkandola integralmente su questo blog).
Per ora aggiungo due video (da cliccare nel link in basso) - assolutamente da non perdere per gli appassionati di calcio, anche anti-juventini, sulle perle più belle tra le 178 messe a segno da Del Piero e sull'analisi ai raggi X del suo gol più importante in azzurro.
L'assist è come al solito del puntuale Matteo Fumanti...

http://www.calcioblog.it/post/3867/amarcord-14-anni-fa-il-primo-in-bianconero-di-del-piero

martedì 19 ottobre 2010

"Sanitopoli", o forse "Folignopoli", fate voi... ma che tristezza ascoltare quelle intercettazioni...

Ormai dovremmo essere abituati. Non dovrebbe più sorprenderci quello che si legge sui quotidiani: parlo di quelle frasi virgolettate e in corsivo, aperte e seguite da alcuni puntini di sospensione. Insomma, le intercettazioni.

Eppure dare un’occhiata alle conversazioni pubblicate qualche giorno fa sull’inchiesta in corso nell’ambito della Asl 3 di Foligno, è stato pesante. E anche triste. Da cittadini e da lettori.
L’indagine ha già mietuto, direttamente o indirettamente, vittime illustri: un direttore generale, un consigliere regionale ex presidente di una municipalizzata, e in ultimo (ma chissà se è finita) un assessore regionale. C’è già chi l’ha ribattezzata “Folignopoli”. Paradossale che la prima ad utilizzare questo termine – ovviamente per smentirne l’esistenza – sia stata proprio lei, la lady di ferro folignate per eccellenza, Maria Rita Lorenzetti, ormai ex Governatrice dell’Umbria, diventata nel frattempo numero 1 della Italferr, importante società pubblico-privata delle Ferrovie dello Stato. Solo i prossimi mesi ci diranno se questo neologismo diventerà storia o si perderà negli archivi di qualche quotidiano.
Un paio di riflessioni, però, questa vicenda ce le ispira – a prescindere da come andrà a finire.

lunedì 18 ottobre 2010

Gubbio: adesso non svegliamoci dal sogno... ma non facciamoci neanche del male da soli...

E adesso, per piacere, non svegliateci da questo sogno. Sì perché è perfino difficile capacitarsi che sia tutto vero. Il Gubbio batte anche la Reggiana (nella foto tratta da http://www.gubbiofans.it/ l'esultanza dei rossoblù a fine gara) ed è secondo in classifica. Ma il bello è che la squadra di Torrente non ha rubato nulla finora, anzi forse mancano un paio di punti in classifica. E di sicuro il calcio in rossoblù è tra i più belli e apprezzati di questo girone nel quale le grandi – o presunte tali – tardano ancora a vedersi. Davanti c’è solo la Salernitana, per giunta in odore di penalizzazione dopo il deferimento.

Ma torniamo ai fatti di casa nostra. Cosa dire di questo Gubbio: per la seconda volta rimonta, trascinata da un Gomez sempre più letale nel ruolo di prima punta, tanto che Torrente lo vede come naturale erede – anche per numero potenziale di gol – di Marotta. Senza dimenticare un centrocampo stile granito, con Sandreani sempre più inossidabile e una difesa che negli ultimi 270’ ha beccato un solo gol con un tiro dall’emisfero australe.
Stavolta poi la rimonta ha un sapore speciale, perché preceduta da due sviste arbitrali madornali da parte di quel Bindoni di Venezia – coadiuvato non sempre al meglio dai collaboratori – che a Cremona aveva punito con un penalty sul 4-1 un colpo di tosse di Borghese.

venerdì 15 ottobre 2010

Il 1 novembre di quest'anno avrà un significato speciale...

Chissà che non sia un segno del destino. Il 1 novembre, giorno in cui si festeggiano gli Ognissanti, la piccola Agnese potrà tornare a sperare. E' stata fissata infatti per questa data l'operazione chirurgica della bimba di 7 anni eugubina - affetta da una rara patologia cardiaca - presso il Children Hospital, la clinica specializzata di Boston.
La notizia è di oggi e ben presto ha fatto il giro della città. Del resto in tanti stanno seguendo e accompagnando (idealmente per mano) la piccola Agnese verso quella che si spera sia l'uscita da un tunnel che dura da troppo tempo.
La festa, i tornei, le manifestazioni che debbono ancora venire (come la briscolata di stasera a Padule, la "Corri Gubbio" di domenica o la festa per il Burkina Faso del Lions club venerdì prossimo) sono l'ennesima conferma di come la comunità eugubina si sia mobilitata e abbia preso a cuore le sorti di questa bambina: più che i numeri - comunque importanti, perché in pochi giorni si sono raccolti ben 100 mila euro indirizzati all’associazione "Bambini e Bambine", sezione di Gubbio, che poi li rigirerà sul conto corrente dei familiari della piccola - è lo spirito con il quale la cittadinanza di è prodigata.
Uno spirito che ricorda - da migliaia di chilometri di distanza - la spinta con cui un'intera comunità nazionale, quella cilena, ha fortemente sperato che potesse compiersi il miracolo per i 33 minatori rimasti intrappolati per oltre 2 mesi 800 metri sotto terra.

I 260 mila dollari necessari all’intervento (che sono stati "coperti" anche grazie alla garanzia della BNL di Gubbio e alla sensibilità del suo direttore, Francesco Di Stefano) e la degenza di 21 giorni di Agnese a Boston, assomigliano a quegli 800 metri di profondità: qualche settimana fa sembravano una distanza incolmabile. Da due giorni quei minatori hanno potuto riabbracciare le loro famiglie, gli amici, i conoscenti, il Cile. E la loro sopravvivenza si deve anche alla forza morale, al sostegno, all'incoraggiamento con cui un'intera nazione li ha circondati per tutto questo tempo. Non solo la tecnologia e l'intelligenza umana - che poi ha fatto il resto con gli scavi e il recupero.
La storia di Agnese deve ancora scrivere i suoi capitoli più importanti, ma uno indelebilmente è già stato firmato: sono le centinaia e centinaia di offerte, anche minime, che gli eugubini hanno voluto destinare a questa missione, nella speranza di poter, idealmente, abbracciare un giorno Agnese.
Una bellissima pagina per la nostra città - troppo spesso divisa per motivi più o meno futili. Una grande dimostrazione di sensibilità e responsabilità da parte dei cittadini (tra l'altro in un momento nel quale si legge di tutto e quanto peggio su chi ci amministra anche a livello locale, tra indagini e sanitopoli varie).
Il 1 novembre sarà un giorno importante. E sentito. Da tutti noi.

mercoledì 13 ottobre 2010

Ivan se la ride. Ma ora serve il pugno di ferro...

Ivan se la ride. E' in manette, a dorso nudo, quasi a ostentare la sicumera e l'orgoglio con il quale ha messo in scacco, quasi da solo, per una sera, l'Uefa e la Polizia italiana. Il piano non gli è riuscito del tutto: la partita Italia-Serbia - valida per le qualificazioni a Euro 2012 di scena a Genova - è saltata (e credo che non gli interessi che alla fine la sua nazionale avrà lo 0-3 a tavolino), ha potuto fare il bello e cattivo tempo aggrappato ai pannelli in plexiglass di "Marassi", inneggiare alle sue lotte nazionaliste contro l'Albania e contro il mondo. Tutto è andato come  voleva, tranne il capitolo finale: non ce l'ha fatta a svignarsela. In quel sorriso di sfida, mentre ammanettato viene condotto via dalle forze dell'ordine, sembra quasi dire: "Vi ho fatto vedere di cosa sono capace. E se non sono fuggito, pazienza. Sarà per la prossima volta...".

lunedì 11 ottobre 2010

Gubbio: a Como il primo acuto esterno, firmato Farabbi-Gomez, segno di caparbietà e maturità...

Quel ramo del lago di Como ce lo ricordavamo. Reminescenze liceali di un Manzoni imparato a memoria. Ora ce lo ricorderemo anche per un altro motivo, meno letterario, non meno emozionante.
Perché in riva a quel lago arriva la prima vittoria esterna del Gubbio in C1. Perché in riva al Sinigaglia, ai bordi di una partita che ormai sembrava destinata al risultato ad occhiali, ci ha pensato Juanì Gomez a piazzare la zampata vincente. Il Peter Pan rossoblù, capace di farsi trovare al posto giusto quando c’è da decidere una gara che conta. Non sarà un gol determinante come quelli nei play off o a Portomaggiore dell’aprile scorso - per battere la Giacomense e riagganciare gli spareggi promozione che sembravano perduti – ma l’acuto ai lariani potrebbe cambiare il senso a questo inizio stagione della squadra di Torrente.

Prima vittoria in trasferta, guarda caso nello scaramantico completo bianco, e anche primi punti lontano da Gubbio, sul campo di una squadra alla disperata ricerca di se stessa – come già erano La Spezia e Alessandria. A differenza delle altre occasioni però il Gubbio ha creato, ha anche un po’ sciupato, ma non ha abbassato la guardia. E quando si è trovato sull’orlo del precipizio, al 15’ della ripresa, con l’ex leccese Cozzolino sul dischetto, ci ha pensato baby Farabbi – una specie di Abbiati in rossoblù – a respingere da par suo quello che per la statistica è il quarto rigore contro in quattro partite esterne. Come dire, una costante (anche se ne faremmo volentieri a meno).

sabato 9 ottobre 2010

Gigi Simoni e una saggezza... da imbottigliare

Un uomo la cui saggezza, buon senso ed esperienza nel mondo dello sport – come anche dei rapporti umani – andrebbe… imbottigliata. Come per i vini delle annate migliori.


E’ Gigi Simoni da Crevalcore (nella foto di Marco Signoretti, al "Barbetti" insieme al figlio), 70 anni (e non dimostrarli) di cui oltre 50 passati intorno al regno del football a sfidare – avrebbe detto Giuanin Brera – la Dea Eupalla. Il destino non gli è stato alleato quando è giunto all’apice della sua carriera, alla guida dell’Inter (che ha comunque guidato alla vittoria di una Coppa Uefa). Fine anni ’90, con i nerazzurri a digiuno di scudetti da almeno un decennio, fu l’allenatore dell’Inter stellare, almeno sulla carta, forte del più talentuoso giocatore del momento, Ronaldo.
“Di sicuro il giocatore di maggiore classe e fisicità che abbia mai allenato – ha confidato la prima volta che lo intervistai, marzo 2009, a pochi giorni da suo arrivo a Gubbio, ricordando che al termine della semifinale di Uefa sul campo del CSKA, dopo una prestazione superlativa del brasiliano, si vide donare la maglia, che oggi conserva gelosamente in un quadro, ancora sporca del fango moscovita.

Uno che ha allenato Ronaldo, Roberto Baggio, il già da allora capitan Zanetti – e che si è visto sfuggire sul filo di lana uno scudetto (1997-98) che (detto da uno juventino di Salò come me) “ci poteva stare” – si è rimesso in discussione in una piazza di periferia, come Gubbio. E’ arrivato, ha capito dove si trovava, un paio di mesi di ambientamento e poi subito la stagione trionfale culminata nello spareggio di San Marino. Con Stefano Giammarioli ds e Vincenzo Torrente allenatore, forma il trio che rappresenta l’unica garanzia per il Gubbio (oltre alle risorse degli sponsor cementieri) sulla quale poggiare per far continuare il sogno. Un sogno che ora si tocca con mano (la I Divisione Lega Pro) e che giustamente si continua a coltivare non senza qualche ambizione.

La dimostrazione è ancora una volta la squadra allestita quest’anno, zeppa di giovani, carica di scommesse, qualcuna più sicura, altre quasi del tutto al buio.
“Devi fare così se vuoi campare in C1 con un badget ridotto – ha commentato fuori onda prima di iniziare l’intervista per la trasmissione “Link”, la prima della nuova stagione.
Simoni è una persona tranquilla, sorridente, mansueta, difficilmente lo senti polemizzare. Eppure dopo Alessandria-Gubbio (e l’aggressione al portiere Lamanna nel dopo-partita) ha detto: “Mi viene voglia di mollare tutto. Come si fa a restare in un calcio dove ti pestano fuori lo stadio mentre te ne vai con tuo padre e tua madre a riprendere l’auto?”.
Una domanda talmente semplice che non avrebbe bisogno di risposta. Ma è giusto chiederselo anche alla luce del fatto che ad oggi – a 2 settimane dal fattaccio – non è accaduto nulla: la giustizia ordinaria con i suoi tempi elefantiaci, se va bene, ci farà sapere qualcosa tra un lustro, la giustizia sportiva – che in poche settimane ha sbattuto in B la Juventus senza neanche una gara indiziata (e da Napoli si sta vedendo in questi giorni con quale approssimazione) – non ha assunto ancora alcun provvedimento nei confronti della società piemontese, che forse meriterebbe una pesante sanzione più per il comportamento assunto dopo l’aggressione (diciamo pilatesco, per essere buoni) che non per la responsabilità oggettiva che troppo spesso è la foglia di fico per salvare faccia e cavoli. Nel frattempo la stessa società organizza gare di beneficienza infrasettimanali con un tempismo tipico di chi nasconde la polvere sotto il tappeto quando all’improvviso ti capitano a casa parenti che non vedevi da una vita.

giovedì 7 ottobre 2010

La morte raccontata in tv: ieri sera si è alzata ancora (pericolosamente) l'asticella...

La diretta di ieri sera di "Chi l'ha visto?" su Raitre è stata angosciante. Qualcuno giornalisticamente la potrebbe definire un "capolavoro": raccontare la soluzione di un giallo in diretta, per una trasmissione che si occupa di storie controverse e irrisolte, è in teoria il maximum. Ma a tutto, credo, ci sia un limite. Ho voluto postare uno stralcio - forse il più emblematico - della trasmissione di ieri pizzicato ovviamente su youtube. E una domanda mi inquieta, come persona prima ancora che come operatore di comunicazione: era giusto tenere la madre di Sara Scazzi in diretta mentre la tv le diceva che era stato ritrovato il corpo di sua figlia senza vita? Dove stiamo andando? La provocazione ha scatenato molte reazione dal web.

Ne parleremo anche stasera su "Link" (ore 21.15 TRG) con il prof. Roberto Segatori (docente universitario e presso la Scuola Giornalismo radio tv di Perugia).

http://www.youtube.com/watch?v=YEEhlwGsfrY

mercoledì 6 ottobre 2010

Dom Alessandro Barban e una riflessione "dissetante" sul (labile) confine tra laici e cristiani...

La società sta attraversando una fase di declino: declino di valori, di punti di riferimento, di identità. E lo stesso confine tra laici e credenti diventa quasi impercettibile. Laddove i primi, talvolta, riescono a interpretare perfino meglio il credo evangelico rispetto ai secondi, specie quando si traduce in opere concrete di carità e sostegno. E più in generale, nel fare.
Sono numerose e profonde le provocazioni e gli stimoli di riflessione che Dom Alessandro Barban, priore del monastero di Fonte Avellana, lancia nel corso del primo incontro del ciclo promosso dall’associazione eugubina “Il Gibbo”. In una chiesa di S.Maria al Corso gremita come di rado avviene, è intensa e coinvolgente la conversazione che il priore apre ai numerosi presenti, invitando ad interagire con domande e quesiti.

lunedì 4 ottobre 2010

C'è una bandiera che vola nel cielo...

"Una bandiera vola nel cielo. Ha il suo sorriso ironico, la sua bontà d'animo, la sua voglia di vivere, di essere, di rimanere con noi... Un abbraccio infinito, amico mio..."
Sabato 2 ottobre, ore 15.36

http://www.trgmedia.it/video.aspx?but=1&imgx=1&img=img/tgtrg.gif&s=trgsette/&f=trg7-3567.wmv&d=TG%20del%2004/10/2010

Era sabato pomeriggio. Un sabato strano. Perso ad aspettare più di tre ore una persona poi mai intervistata. Persona importante, per carità. Ma la grandezza sta anche nell'umiltà. E nel rispetto del lavoro altrui. Pazienza. Tutto serve per conoscere meglio il prossimo...
Non mi sono neanche incazzato. In altre situazioni avrei tirato fuori il peggio di me.
La verità è che con la testa ero da un'altra parte. E non solo con quella. Era un sabato pesante. Nonostante il sole quasi estivo, che di solito mi mette di buonumore. Un brutto presentimento mi aleggiava dentro. Una sensazione che quel sabato me lo sarei stampato addosso. La prima avvisaglia da un amico, sulla scalinata del Comune di Assisi. Poi è bastato un sms, mentre stavo percorrendo la discesa di Assisi, per tornare a casa. Ci sono strade che ti restano impresse. Per tanti motivi. Quella, quella discesa, mi ricorderà sempre questo messaggio.
"Saverio se ne è andato poco fa". Con un tono delicato, discreto. Quasi lo avesse scritto lui. Di suo pugno.
No. Mi sono detto solo questo. No. Non è possibile. Non è giusto.

Secondo me ha scelto di farci aspettare qualche giorno: perché era meglio così. Bisognava abituarsi a quanto accaduto. Anche se nessuno l'avrebbe mai accettato. Una tragica fatalità lo ha portato via. Ma nel dramma, in queste ore, è vivo, grande e tangibile l'affetto che lo circondava, di amici, o anche semplici conoscenti.
Se parlavi anche solo 2 minuti con Saverio non potevi non sorridere, non esserne catturato, non lasciarti coinvolgere nel suo modo di vedere le cose: fatto di un buonumore fisiologico, di una battuta tesa a sdrammatizzare anche le situazioni peggiori. Semplice ma inimitabile.
Me lo ricordo in tante occasioni, con il suo portamento, tra il solenne e lo scanzonato. Il suo modo di camminare inconfondibile - di quelli che riconosceresti anche sulla Quinta strada - la sua battuta secca, immediata, imprevedibile. E quella risata. La sua risata. Sana, autentica, appagante.

Al Gubbio piace il poker... ed ora manca solo di giocarci in trasferta...

Sarà che il poker va sempre più di moda, spopola tra i frequentatori della rete o dei negozi dedicati e ormai anche sulle maglie delle squadre di calcio. Aspettiamo qualche anno prima di vederlo eletto a disciplina olimpica, ma intanto ne saggiamo le qualità sul terreno verde del “Pietro Barbetti”. Sì perché il poker sembra essere diventato la formula prediletta dal Gubbio di Torrente, almeno nelle gare casalinghe: dopo i 4 gol al Sudtirol – che giocava in 10’ dai primi minuti di gara – altri 4 gol, in barba agli scettici, contro il Monza dell’ex De Petrillo.

Quattro gol, due traverse, un’altra bella porzione di occasioni fallite, altrimenti ci sarebbe voluto il pallottoliere per archiviare questo Gubbio-Monza, una di quelle sfide che il nuovo anno propone come inedite. E se finora in Brianza la parola Gubbio ispirava l’ammansimento del lupo o Don Matteo, da oggi saranno in molti a vedere la squadra rossoblù come il peggiore degli incubi.
Torrente ha di che gongolare dopo una vittoria come quella di ieri: la squadra ha girato quasi alla perfezione, la difesa pur incerottata non ha praticamente corso rischi (e nelle uniche sortite importanti del primo tempo, il debuttante Farabbi ha sempre risposto presente); il centrocampo ha mulinato i soliti chilometri di lavoro, con un Raggio Garibaldi che piano piano si sta avvicinando agli standard di prestazione planetari del duo Sandreani-Boisfer, e davanti la squadra ha mostrato il suo volto più arrembante e affascinante, con i monelli terribili Galano-Donnarumma, diretti da un maestro tattico e infaticabile come Gomez, pur con l’unico rammarico di vedere ancora l’ariete Testardi ancorato allo zero nel tabellino marcatori.

giovedì 30 settembre 2010

Un sabato sera speciale... da non mancare

Sabato sera, dalle ore 21, a Gubbio, presso i locali di Fantasylandia (zona Vittorina) si svolgerà una serata musicale, con festa e buffet, per raccogliere fondi a favore di una famiglia eugubina, la cui bambina (di 7 anni) è affetta da una rara patologia cardiaca: per lei si rende necessario un intervento chirurgico negli Usa (a Boston) con una terapia delicatissima.
E' iniziato su facebook un passaparola di solidarietà innescato da una amica (Lidia Ceccarelli) dei familiari della bimba, che ovviamente hanno scelto di restare nell'anonimato per chiare esigenze di privacy.
Ho cercato nel mio piccolo di dare una mano, pubblicizzando su TRG questa serata e, attraverso qualche amico, si sta pensando ad iniziative ulteriori. Forse cercherò di raccontare questa storia nel nuovo ciclo di trasmissioni di "Link" - nel quale mi piacerebbe inserire una rubrica ad hoc per le iniziative di sensibilizzazione e solidarietà (perché la tv deve servire anche a questo...).
Approfitto ovviamente dei frequentatori del mio blog (i miei 25 lettori quotidiani, direbbe il Manzoni) per rinnovare l'appello a partecipare sabato alla serata, nella quale saranno illustrati ulteriori modalità per contribuire all'iniziativa (purtroppo si tratta di un'impresa notevole, in quanto serve una somma ingente, e si renderanno necessarie ulteriori iniziative).
Ma ricordiamoci che anche un piccolo mattone aiuta a costruire il più solido dei sostegni.

Fantacalcio: Viking vola in testa... (ma è ancora presto per cantare)

La settimana da tour de force (tre giornate in 7 giorni, per altro le prime di campionato) hanno subito messo in vetrina una capolista, Viking Line (Dada) unica squadra a punteggio pieno. Con Eto'o e Cavani davanti avrebbe potuto schierare anche tutte riserve... (complimenti per l'accoppiata davvero formidabile). A tenere il passo solo I gemelli del gol (Solle) che paga la giornataccia interista e impatta di strettissima misura (66) con Gioventù zebrata (Aloia) forte di un inaspettato Andujar in porta (8). Colpaccio degli Ingrifati (Barilari) sul campo di JITB (Giacomo), con ciclone Krasic e Ibrahimovic, mentre fa discutere (come leggerete nei post) il pari tra Marabunta (Cieccio) e Pipao (Caldarelli), con schermaglie contrapposte su cui sta già indagando la Digos. Domenica per la quarta giornata scontro al vertice: Viking line - Gemelli del gol.

lunedì 27 settembre 2010

Alessandria-Gubbio? Avremmo voluto parlare solo di calcio...

Un’altra sconfitta. Un altro passo falso esterno, il terzo in tre gare. Eppure di Alessandria-Gubbio non viene neanche voglia di parlare.

Quando accadono episodi violenti e incresciosi come quello che ha visto vittime il portiere rossoblù Eugenio Lamanna e i suoi genitori, aggrediti senza alcun motivo fuori dallo stadio dopo la gara e finiti in ospedale, parlare di calcio giocato diventa quasi stucchevole.
Azioni da gol, tattiche, fuorigioco e perfino errori arbitrali, vanno a farsi friggere di fronte ad una realtà incomprensibile e insostenibile.
Il calcio di oggi non può tollerare che dei delinquenti – altra definizione non ci viene, e se li chiamassimo pseudo-tifosi offenderemmo comunque i tifosi autentici – possano aggredire indisturbati un giovane di 20 anni e la sua famiglia appena fuori uno stadio. Si dirà che sono cose che avvengono tutti i giorni nelle grandi città: e dunque finiamo pure per fare la figura dei fessi, di quelli a cui manca di respirare la metropoli e di aver ormai digerito ogni sorta di assuefazione alla microcriminalità. Quelli che si girano ancora quando sentono una sirena e magari si preoccupano per quello che è successo.
Saremo inguaribili sognatori, fate voi, ma a nostro avviso quello che è accaduto fuori dallo stadio di Alessandria è gravissimo, non ha nulla a che vedere con la partita – che per altro non ha dato adito a recriminazioni o strascichi polemici – non ha nulla a che vedere con il calcio. E soprattutto con il vivere civile.

venerdì 24 settembre 2010

Lega Pro: è crisi nera, tra stadi semivuoti e sponsor che scappano...

Ha cambiato nome, forse per darsi un tono. Ma in realtà ha imboccato la via dell'anonimato. La Lega Pro è in crisi profonda. La vecchia cara serie C sta infatti registrando un trend assolutamente negativo in fatto di spettatori - in decremento costante - e di sponsor - i soldi non ci sono, e a questi livelli è vera e propria fuga. E l'aspetto aggravante della situazione è che in Lega Pro scendono in campo formazioni di piazze assolutamente rilevanti nel panorama calcistico italiano (Verona, Cremonese e Salernitana solo per stare nel girone A del nostro Gubbio). E perfino dove l'entusiasmo dovrebbe essere alle stelle (leggi la stessa Gubbio) dopo una promozione esaltante, il riscontro numerico sugli spalti è ai limiti del deludente (meno paganti nelle tre gare interne di questa stagione rispetto a quella passata). Ci sarà di mezzo anche la questione della famigerata "tessera del tifoso" (le cui polemiche ormai suonano come stucchevoli, per la serie lex dura sed lex). Certo è che non può addebitare al ministro Maroni il calo di spettatori e di risorse economiche. Piuttosto nessuno dice che sono in netto calo incidenti e tafferugli (ma di questi si parla solo quando avvengono... potere della stampa...).
Ad analizzare in modo lucido e obiettivamente spietato il quadro deprimente della situazione in Lega Pro, è l'avv. Cesare Di Cintio (editorialista di Tuttolegapro.com e titolare dello studio legale Di Cintio di Bergamo) all'indomani della fortunata manifestazione svoltasi nel capoluogo lombardo dedicata al marketing sportivo. Un convegno e workshop che ha visto confrontarsi importanti protagonisti del mondo sportivo nazionale e addetti ai lavori. Tra gli ospiti anche la firma della Gazzetta dello Sport, Nicola Binda, esperto di Lega Pro, che senza mezzi termini ha dichiarato: "Siamo in caduta libera".
Assolutamente condivisibile, a mio parere, l'editoriale dell'avv. Di Cintio che opportunamente richiama la situazione, tutt'altro che critica, della terza serie di calcio inglese, come modello al quale far riferimento per "rifondare" il sistema calcio a questi livelli. Il dubbio è: riusciranno a capirlo (e ad agire di conseguenza) i dirigenti sportivi, federali e non? Anche perché non possono certo scaricare su altri soggetti alcune responsabilità della "caduta libera" del pianeta Lega Pro.
Leggete e (se volete) commentate...

http://www.tuttolegapro.com/?action=read&idnotizia=14655

Fantacalcio eugubino: tre capoliste a punteggio pieno... e non c'è tempo di rifiatare...

Restano in tre in vetta alla classifica a punteggio pieno dopo la seconda giornata (turno infrasettimanale) del campionato di Fantacalcio eugubino: Viking Line (trascinato da Eto'o e Pastore) e Jack in the box (con Milito e Caracciolo nel motore) si aggiudicano anche la tappa (76 a testa), in compagnia dell'esordiente I gemelli del gol che grazie a Di Vaio e Paolo Cannavaro la spunta di misura (72,5 a 70) su Unabomber che paga a caro prezzo il Pellissier lasciato in panchina. Proprio la squadra di Duracell sorprende ancora a zero punti, in compagnia di Atletico Pipao e Marabunta (auguri ancora al neo40enne Ceccio!). Ma c'è "tempo e spazio per recuperare" (frase inutile spesso usata per non sapere cosa dire alla fine di una trasmissione sportiva, tipo Domenica Sprint). Primo acuto stagionale per la Gioventù zebrata del prode Aloia che, a differenza della beneamata Vecchia Signora, non si fa uccellare.
Tra 24 ore si chiude il tour de force di questa prima settimana con la consegna delle formazioni della terza giornata: le tre capoliste giocano tutte in casa (+2 di partenza). Ma non è detto che sia un vantaggio...

mercoledì 22 settembre 2010

La proposta di legge regionale sulla Festa dei Ceri: ecco la bozza integrale. Ora dite la vostra...


"La Regione riconosce la Festa dei Ceri come l'espressione culturale dell’identità regionale". E’ quanto recita l’art. 1 della proposta di legge a firma del consigliere regionale eugubino, Andrea Smacchi (PD), elaborata nelle scorse settimane e illustrata alla Sala degli Affreschi di Palazzo Pretorio ai rappresentanti di Università Muratori, famiglie ceraiole e Maggio Eugubino. All’incontro erano presenti anche il vice presidente del Consiglio regionale Orfeo Goracci e l’assessore comunale Lucio Panfili. "La legge – ha spiegato l’estensore - nasce come doverosa correzione al vulnus aperto dalla legge regionale sulle manifestazioni storiche, la 16 del 2009 che pur contenendo un art. 3 (inserito in un secondo momento e di cui questa legge chiede espressa abrogazione) che riconosce l'unicità della Festa dei Ceri rispetto alla congerie di feste, rievocazioni e manifestazioni folcloristiche di cui è ricca la nostra regione, "non tutela sufficientemente - ha spiegato Smacchi - il carattere identitario dei Ceri che dal 1973 sono il simbolo della Regione dell'Umbria".
L'incontro di ieri sera - a cui ho partecipato per un servizio su TRG in onda oggi (e una puntata speciale di TRG PLUS che andrà in onda lunedì prossimo, 27 settembre, alle 21) - è stato proficuo sul piano del confronto, anche se non sono mancati alcuni distinguo soprattutto per l'aspetto riguardante il tema dei finanziamenti (contemplato nella proposta di legge Smacchi agli art. 3 e 4). Sono intervenuti tutti i presidenti delle associazioni presenti (Università, famiglie e Maggio Eugubino), l'ex sindaco Goracci, l'assessore Panfili e alcuni ceraioli.

martedì 21 settembre 2010

Calciopoli: qualcosa di grosso bolle in pentola... Ed è pronto ad esplodere...

Sarà ma qualcosa di grosso bolle in pentola. Ed è pronto ad esplodere. Parlo di Juventus. Di Calciopoli. O come la chiamano gli juventini "di Salò", Farsopoli. La definisce non appaia offensiva (quella degli juventini di Salò). Perché la storia assomiglia molto a qualcosa di non scritto ma sussurrato. Che a distanza di tempo (nel caso degli omicidi post-bellici rivelati da Pansa, 60 anni) torna lentamente a galla.
Sussurrato anche perchè i media nazionali - tv, quotidiani, settimanali, radio - se ne guardano bene dal trattare una materia scottante e occulta come quella legata al Processo di Napoli: l'ultimo nel quale Moggi e la triade rischiano di uscire indenni (come già avvenuto in altre sedi giudiziarie).
Cosa cambierebbe? Proviamo ad ascoltare alcuni link che vi propongo, tratti dai siti di Antonello Angelini e Massimo Zampini: ormai diventati giornalisticamente parlando, i massimi esperti di quello che, senza esagerazioni, potremmo definire "Juve-gate". L'affondamento della Juventus, partito proprio da Torino (o comunque non ostacolato dalla proprietà) e perfezionato nel clima giacobino dell'estate 2006.
http://www.youtube.com/watch?v=FQu1ToySKUA

Fantacalcio eugubino: già volano in quattro...

Prima giornata di campionato all'insegna dei gol, nel torneo di apertura del Fantacalcio eugubino: subito a segno Viking Line (vincitore di tappa con 77), Ingrifati, I gemelli del gol e (anche se di misura) Jack in the box, tutti a tre punti. La capolista, per differenza reti, è la squadra di Dada che vola sull'asse Eto'o-Cavani. Ma già fa paura la super-fanta degli Ingrifati che pur con Ibra e Totti a secco, piazza subito gli outsider Bogdani e Ledesma. I Gemelli del gol puntano tutto sull'Inter ma vincono grazie a Di Vaio. A Jack in the box, vincitore del torneo di apertura 2009, basta l'acuto di Hamsik. Tra 24 ore è già seconda giornata.

lunedì 20 settembre 2010

Vincenzo Muccioli: da 15 anni se ne è andato. Il suo esempio, però, resta indelebile...

Non l'ho conosciuto, non l'ho studiato. L'ho sentito parlare qualche volta. Mi è bastato per capire che le persone "toste" non sono quelle che alzano la voce. Sono quelle che ascoltano. E fanno. Senza cercare i titoli dei giornali. Che spesso, se ci sono, diventano boomerang.
Da 15 anni non c'è più Vincenzo Muccioli. Uno che oggi non avremmo visto in un talk show, non avremmo visto candidato in una lista elettorale. Probabilmente, se ci scappava, avremmo visto in un gesto come questo. Un abbraccio e un sostegno ad un ragazzo. Uno dei suoi ragazzi. Quelli di San Patrignano.
Ho letto l'intervista al figlio Andrea, su "La Nazione" di oggi. Quanto fango addosso a suo padre negli anni in cui "i metodi forti ed energici" di un romagnolo facevano discutere i soliti salotti, pronti a puntare il dito, a giudicare, ad invocare ricette ideologiche: salvo però fare un passo indietro quando si trattava di tirarsi su le maniche. E fare.
Ecco, Vincenzo Muccioli è il prototipo di quelle persone che amavano fare. Senza chiedersi quali secondi fini, quel fare, gli avrebbero prodotto.
Ha costruito un impero, secondo i suoi detrattori. Ha aiutato e salvato migliaia di giovani, secondo i suoi estimatori. Ha realizzato la più grande comunità di recupero per tossicodipendenti nel nostro Paese, per la nuda cronaca.

Stavolta è "fatal Gubbio": la corazzata Verona affonda. E questa squadra ci farà divertire...

C’era una volta la fatal Verona. Una squadra capace di togliere scudetti a gente come Rivera, e a vincerli qualche anno dopo con gente come Galderisi e Di Gennaro.

Oggi l’Hellas Verona è una nobile decaduta. Ma ha disponibilità di uomini e mezzi che forse neanche in serie B possono vantare.
Eppure al “Barbetti” i panzer gialloblù devono inchinarsi. Di fronte ad un Gubbio che non fa la voce grossa, ma lotta su ogni pallone, gioca lampi di calcio sopraffino e riesce a concludere con la concretezza delle squadre esperte. Un capolavoro tattico, tecnico e agonistico, di una squadra che – non vorremmo sbagliarci – ma ha quasi tutto per sorprenderci ancora. A dispetto dell’anagrafe.

sabato 18 settembre 2010

Fantacalcio: un vizio datato ormai 15 anni. Dopo l'asta di ieri, da stasera si parte... Jack in the box lancia la sfida...

Si dirà che ognuno ha i suoi vizi, più o meno dannosi. Credo che questo sia tra i più innocui. E al tempo stesso appassionanti.
Non nuoce alla salute, non nuoce ai vicini di casa, non nuoce alla famiglia. E accende le domeniche come forse ormai da un po' nemmeno il campionato di calcio riesce più a fare.
Di che parlo?
Ovviamente del Fantacalcio. Un vizietto che mi trascino da una quindicina d'anni. E la nostra lega, pur con qualche turn over in questi tre lustri, ha mantenuto costante affiatamento e determinazione: e allora?
Allora si parte. Da domani.
Dopo l'asta, come sempre combattuta e appassionante, all'Amsterdam Darena di Cipolleto, da stasera si fa sul serio...
E come diciamo sempre: non si fanno prigionieri.

La mia squadra? Ovviamente JACK IN THE BOX.
Per ora inserisco la mia rosa.
Poi ci sarà sicuramente da divertirsi durante il campionato, soprattutto per le e-mail che condiranno la settimana di (inevitabili) polemiche tra i fantapartecipanti (in altri post, recupererò il meglio della scorsa stagione, con alcuni passaggi degni di Zelig).
Per ora un assaggio con il guanto di sfida lanciato dal Presidentissimo della lega:

"Giocatori di terra, di cielo e di mare.
E' finito il tempo dell'attesa.
E' giunto il momento delle decisioni irrevocabili.

Partecipate venerdì 17, XVII E.F. (Era Fantacalcistica) - alla faccia degli scaramantici...

Dio, patria e fantacalcio".

JACK IN THE BOX

Portieri - Handanovic (8), De Sanctis (10), Muslera (5)
Difensori - Samuel (7), Chiellini (18), Lichsteiner (1), Pasquale (1), Dallamano (1), Bovo (1), Dainelli (1), Masiello S. (1).
Centrocampisti - Hamsik (24), Palacio (40), Hernanes (40), Marcolini (5), Ambrosini (4), Ricchiuti (1), Inler (1), Jimenez (1).
Attaccanti - Milito (92), Maccarone (9), Vucinic (16), Del Piero (33), Caracciolo (22), Crespo (1).

mercoledì 15 settembre 2010

Oriana Fallaci: una grande donna, prima che una grande giornalista e scrittrice...

Giustizia e libertà. Sembra scritto nella sua scelta adolescenziale il destino e il credo di Oriana Fallaci. La prima – e più grande – giornalista italiana. Che oggi, mi piace ricordare, a 4 anni esatti dalla scomparsa.

Era appena 14enne, nella sua Firenze, quando – seguendo la scelta del padre, antifascista – collaborò come staffetta con i partigiani di “Giustizia e Libertà”. Quelli, per intenderci, che non troviamo nei libri di storia, dove la Resistenza è solo o quasi Gap; quelli che non hanno mai voluto mescolarsi con la resistenza rossa – alla quale probabilmente non bastava liberare l’Italia (sognando di seguire le orme dell’Europa dell’est), come ha raccontato nei suoi libri Giampaolo Pansa.
La Fallaci non poteva che stare dalla parte di coloro che combattono per una giusta causa, ma non lo fanno per secondi fini.
Sarà che qualche giorno fa mi affacciavo dal balcone naturale della collina di Montmartre, a Parigi, dove “Giustizia e Libertà” ebbe i suoi natali. Che ho ripensato anche ad Oriana Fallaci.
Un personaggio scomodo. Come è sempre scomodo chi va controcorrente, chi ragiona con la propria testa, chi non accetta di dire di sì solo perché si tratta della vulgata generale. Chi sa porsi coerentemente con le proprie idee anche quando queste suscitano impopolarità.
Oriana Fallaci ha “inventato” il mestiere di giornalista, in chiave femminile: attraverso l’occhio sensibile ed acuto con cui solo una donna (e che donna, nel suo caso) potrebbe aiutarci a conoscere, capire, approfondire.

martedì 14 settembre 2010

Di cosa ha davvero bisogno Gubbio? Riflettiamoci insieme, aspettando le urne 2011...

La stagione pre-elettorale è ufficialmente avviata con il primo consiglio comunale di settembre. Non c’è ancora un quadro possibile per capire quali e quante “squadre” si presenteranno alla griglia di partenza: l’esperienza (del 2006) suggerisce che fino all’ultimo tutto e il contrario di tutto è possibile.

Più che agli attori, dunque, sarebbe il caso di dare un’occhiata fin d’ora ai copioni: ovvero, ai programmi, alle necessità, alle esigenze cui dovrà rispondere la prossima amministrazione comunale, a prescindere dal suo colore.
A differenza di 4 anni e mezzo fa c’è la crisi: parola fatidica con la quale si giustifica praticamente tutto e si cerca di motivare ogni decisione istituzionale.
In crisi non vanno le promesse – e in fondo anche le aspettative - che comunque dovranno emergere (fattibili o meno) nei prossimi mesi.
Di cosa ha bisogno davvero Gubbio?
Intanto di sciogliere alcuni “nodi” che restano aggrovigliati ormai da troppo tempo e che gravano sullo sviluppo del territorio, delle sue infrastrutture strategiche, dell’economia stessa – a maggior ragione in questa fase congiunturale.
Parliamo di strade (ma anche di ferrovie), parliamo di ex ospedale (ma anche di nuovo), parliamo di valorizzazione del centro storico (ma anche delle aree di espansione), parliamo di attuazione efficace del Piano Regolatore (ma anche se necessario di una sua rivisitazione). A snocciolarle così sembrano “le solite storie”. Eppure sono i tratti segnanti di quanto realizzato (o rimasto in sospeso) nell’ultimo decennio.

lunedì 13 settembre 2010

Gubbio, fattore G5: e in un colpo, a La Spezia, la flotta rossoblù è affondata...

G5 affondato. Sarà che La Spezia è celebre per il suo arsenale marittimo, ma è bastato un colpo, quello del numero 5 del Gubbio – G5 al secolo Martino Borghese – per far naufragare la flotta rossoblù nella trasferta ligure. Un colpo gobbo, gratuito, inutile, figlio probabilmente di trascorsi agonistici poco limpidi risalenti alla scorsa stagione. La lista delle attenuanti, per un giocatore ancora giovane, potrebbe essere lunga: è stato beccato dal pubblico di casa stile Materazzi fin dal riscaldamento. Poi a inizio gara Colombo gli ha rifilato una gomitata. E lui, stile Materazzi prima maniera, ha reagito come peggio non poteva: in mischia, su azione da corner, quando ancora la gara era ingessata e il La Spezia soffriva tremendamente a trovare la via del tiro.

In un colpo solo – quello di G5 – ha trovato tiro e gol (anche stavolta per la verità Lamanna aveva intuito, ma se facesse un miracolo a domenica, con un avversario dal dischetto, gli dovremmo già intitolare una piazza).

martedì 7 settembre 2010

Gubbio, niente da fare contro il muro ravennate... Ma con 4 punti in 2 gare interne, il bicchiere è mezzo pieno.

Poteva andare meglio. Poteva scapparci anche il secondo successo di fila. Ma non è proprio il caso di stracciarsi le vesti per uno 0-0 che comunque fa classifica, mette fieno in cascina e conclude con 4 punti il doppio turno interno consecutivo.

Il Gubbio guarda il bicchiere. E non sembrano esserci perplessità nel dire che è mezzo pieno. Al 91’ del debutto a Cremona tutti avrebbero sottoscritto questa mini tabellina – una vittoria e un pari – per le due gare da disputare in casa.
La sfida con il Ravenna lascia l’immagine di una formazione che ancora non può – e ci mancherebbe – spingere al massimo per 90’, che ha la capacità di costruirsi le sue 3-4 palle gol nitide, che ha ritrovato compattezza e solidità nel reparto difensivo. Ma stavolta ha sbattuto contro il muro ravennate (come evidenzia emblematicamente la foto tratta da Gubbiofans.it).

lunedì 30 agosto 2010

Dove eravamo rimasti? Gomez e Lamanna... Da lì si riparte. E alla grande...

Dove eravamo rimasti?  Ecco, ad un gol di Juanì Gomez e ad un rigore parato da Eugenio Lamanna, 6 giugno 2010, finale di andata con il San Marino. Le prodezze dell’ultimo match rossoblù al "Barbetti", sono tornate subito di moda nella prima stagionale di campionato in I Divisione contro il Sudtirol.
Avrà portato bene rivederle 48 ore prima nella presentazione del libro dvd "Eravamo in 3.000 a San Marino": una shakerata salutare per i nuovi arrivati ma anche evidentemente per la vecchia guardia, visti i risultati.
Il 4-0 sul Sudtirol non deve però diventare la scusa per una sbornia di euforia prematura. Il messaggio che si sperava è arrivato: la squadra c’è. Ma serve tempo e altri test per capire dove potrà davvero arrivare la squadra di Torrente.
Il confronto con gli altoatesini – che a differenza del Gubbio hanno cambiato poco rispetto all’undici che aveva vinto il girone A di II Divisione – fa testo ma fino ad un certo punto: serviva di vedere una squadra reattiva e vogliosa di riscatto, e questo c’è stato. Serviva di tastare il polso al reparto difensivo e offensivo, così come al centrocampo, e il riscontro in ogni settore è stato più che lusinghiero – con tre attaccanti in rete e un altro quasi sempre decisivo, la mediana tornata in mano al nocchiero Sandreani e la difesa capace di uscire indenne anche con un rigore contro.
Ma sarebbe ingenuo e controproducente ignorare che il Gubbio ha giocato in superiorità numerica oltre 80’, per il rosso marchiato a freddo esibito a Cascone, punito per il contrasto in velocità su Bazzoffia. Sarebbe autolesionista dimenticare che la squadra ha comunque dovuto concedere qualcosa soprattutto sul 2-0 e solo grazie alla prodezza del suo numero 1 non ha rimesso in partita la truppa di Sebastiani.

sabato 28 agosto 2010

"Eravamo in 3.000 a San Marino": una serata di presentazione ricca di emozioni. Non senza qualche fuori programma... (un'esilarante gag tra Vescovo sampdoriano e mister Torrente genoano)

Le immagini e le emozioni del trionfo rossoblù nella finale play off di San Marino; i commenti e le parole di alcuni dei protagonisti, da Gigi Simoni a capitan Sandreani; un’esilarante gag tra il Vescovo di Gubbio e il tecnico Torrente; il ricordo di un vecchio giocatore rossoblù degli anni ’40.

Tanti i motivi di interesse e gli spunti emersi nel corso della presentazione del libro-dvd “Eravamo in 3.000 a San Marino”, edito da Trg, a cura del direttore Giacomo Marinelli Andreoli (nella foto di Emanuela Gavirati, un momento della serata), dedicato alla esaltante stagione calcistica che ha visto il Gubbio promosso in C1. Numerosi i presenti alla serata all’hotel “Beniamino Ubaldi”, lo staff tecnico de dirigenziale del Gubbio, la squadra al gran completo, con alcuni “reduci” del trionfo di giugno e molti volti nuovi, che hanno potuto toccare con mano l’entusiasmo dei tifosi rossoblù, alla vigilia del debutto casalingo in campionato.

giovedì 26 agosto 2010

Un flash dal 13 giugno. In attesa della presentazione del libro-dvd di domani...

E’ il 13 giugno 2010. Lungo i tornanti di Serravalle, a due passi da San Marino, una signora si aggira nei paraggi dello stadio: centinaia di giovani, con la maglia rossoblù, stanno arrivando festanti e la circondano. Cantano, inneggiano, brindano. Sono ancora le 14 e la signora non si capacita di cosa stia accadendo. E’ il giorno di San Marino-Gubbio, finale di ritorno del campionato di II Divisione, fischio d’inizio alle ore 16. Incuriosita, chiede ad uno di loro: “Scusate ma cosa c’è oggi?”. La risposta goliardica: “Signora, ma come non lo sa? C’è San Marino-Barcellona!”.

E’ un aneddoto, uno dei tanti che potrebbero narrarsi su una giornata che resterà indimenticabile per la tifoseria eugubina. Il 13 giugno 2010 come il 17 maggio 1987 (allora il Gubbio vinse lo spareggio per salire in C2 al “Curi” contro il Poggibonsi, davanti a 22 mila spettatori).
Un episodio gustoso che fa da introduzione alla pubblicazione “Eravamo in 3.000 a San Marino”, libro e dvd che ripercorre la stagione trionfale del Gubbio calcio, promosso nell’anno del suo Centenario, in quella che era la serie C1.
Il titolo ha un suo perché: “Eravamo in tremila”. Può sembrare un parametro numerico poco significativo per chi è abituato a palcoscenici più importanti. Ma per una città di 30 mila anime, portare un decimo della sua popolazione sugli spalti di uno stadio a oltre 100 km di distanza, non è vicenda trascurabile.
E a cogliere questa particolarità nella sua intervista inserita nel libro, è Luigi Simoni: il direttore tecnico del Gubbio, dopo 8 campionati vinti tra serie C e serie B, oltre alla Coppa Uefa con l’Inter, rivela: “Per la prima volta ho saltato insieme ai tifosi. E pensare che anni fa mi vergognavo a fare qualcosa del genere. Non l’avevo fatto neanche in serie A”. Simoni confessa che l’emozione più forte di quel 13 giugno è nel vedere intere famiglie vestite di rossoblù allo stadio: “Un flash che mi ha riportato agli anni in cui giocavo a Genoa o a Mantova. Oggi tutto questo non esiste più in serie A, ma a Gubbio il calcio ha mantenuto una sana dimensione”.
Nel libro anche la prefazione di Mauro Sandreani – ex allenatore di serie A, oggi capo osservatori della Juventus – che nelle vesti di padre del capitano rossoblù parla di una “vittoria che non lo ha sorpreso, perché da tempo a Gubbio l’alchimia tra pubblico, società e squadra lasciava presagire a qualcosa di importante”.
Oltre alle testimonianze del presidente Fioriti, del tecnico Torrente (che paragona la tribuna sanmarinese “ad una piccola Marassi”), del diesse Giammarioli e del capitano figlio d’arte, Alex Sandreani, il libro è un diario giornata per giornata del cammino stagionale dei rossoblù, tratto dalle copertine della trasmissione di TRG “Fuorigioco”, con numeri, statistiche e formazioni.
E infine, ma non da ultimo, il dvd (di 120’) con la storia centenaria del Gubbio, le immagini più suggestive della stagione, tutti i gol di campionato e Coppa e i festeggiamenti dei tifosi rossoblù. Autentici protagonisti di un vero miracolo sportivo.
GMA


Da "Il Giornale dell'Umbria" - venerdì 27.8.10

mercoledì 25 agosto 2010

Carpe diem... Pensandoci su, è proprio così...

"Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta. Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa.

lunedì 23 agosto 2010

Altri 5 gol a Cremona... Ma il vero Gubbio non può essere questo...

Scusate il disturbo, ma ci saremmo anche noi. L’ingresso del Gubbio in I Divisione ha il senso di chi si trova ad una festa quasi che non fosse invitato. Un saluto timido, e anche un po’ goffo e imbarazzato, di quegli ospiti che si presentano in ritardo, con un mazzo di fiori comprato al volo per strada, lo smoking a noleggio e le scarpe di 2 numeri più grandi.
Allo stadio “Zini” di Cremona il vernissage dei rossoblù in terza serie, dopo 60 anni, dura poco più di 20’. La Cremonese non ha voglia di valzer e di mazurka. Giusto un tango pre-partita per festeggiare Gigi Simoni, allenatore del secolo da queste parti. Ha speso 6 milioni di euro la società padana, che ha affidato a Marco Baroni un complesso da serie B: tanto da permettersi il lusso di tenere in panca Colacone, appena arrivato dall’Ancona. Scotta ancora la sconfitta con il Varese nella finale play off di 2 mesi fa: si capisce che i tifosi di casa volevano essere all’Olimpico di Torino. E invece si ritrovano il neopromosso Gubbio. A spiare i grigio rossi anche il coach alessandrino Sarri, che giocherà il primo posticipo stagionale contro il nostro Casoli a La Spezia.
Il Gubbio si presenta in giallo, una divisa che non ha mai regalato grandi soddisfazioni. Ma la scaramanzia non c’entra stavolta.
Il colpo d’occhio è di quelli che per un attimo ti lasciano col fiato sospeso: lo stadio sembra semivuoto – sugli spalti in 3.000 tra abbonati e paganti – ma l’aria di categoria superiore si respira lo stesso. Dal complesso strutturale, ai servizi, alle cabine di tribuna stampa.

martedì 17 agosto 2010

A Grosseto una salutare doccia (gelata) prima del via del campionato

Quando si dice una salutare doccia d’umiltà. Doccia gelata, s’intende. Perché prendere 5 gol, come ha fatto il Gubbio a Grosseto – anche se contro una formazione di categoria superiore, in un match definito proibitivo dalla vigilia – lascia il segno.

Ma come insegnano i nonni, le ferite fanno crescere: e allora la cinquina subita in Maremma può diventare solo benefica in vista del via del campionato, domenica prossima, contro una delle superfavorite del girone A di I Divisione, la Cremonese.
Salutata anzitempo la Tim Cup – con quello che è comunque il primo ko della stagione tra amichevoli e gare ufficiali per i rossoblù di Torrente – è bene guardare subito al fischio d’inizio della stagione.
Se serviva uno scossone per tornare con i piedi a terra, il Grosseto va ringraziato. L’ultima sconfitta dei rossoblù risaliva a fine marzo, nella trasferta di Fano. Poi l’escalation da aprile a giugno con le 7 vittorie di file, l’apoteosi di San Marino, la promozione festeggiata in città come una finale vittoriosa dei Mondiali, la striscia di festeggiamenti postumi, proseguita idealmente con la presentazione della nuova stagione e i successi tra amichevoli di lusso (Sorrento, Frosinone e Torino) e prima di Tim Cup a Cava de Tirreni.
Insomma, qualcuno che ci dicesse che il Gubbio non era finito nella grotta di Aladin a sfregare una lampada, ci voleva. Meglio averlo saputo prima dell’inizio del campionato.

giovedì 12 agosto 2010

Un nuovo gioco per i residenti del centro storico di Gubbio: il "rebus parcheggi"

Si potrebbe ben definire “rebus parcheggi”. Non è un gioco ma la realtà quotidiana cui sono costretti, praticamente per tutto il mese estivo, i residenti del centro storico di Gubbio, alle prese con una specie di “gioco dell’oca” (alla ricerca del parcheggio) in particolare nelle ore serali e notturne.

Il quadro è fin troppo noto ma è confermato dalle numerose segnalazioni avute in redazione anche in questi ultimi giorni, relative alle tante iniziative in svolgimento all’interno delle mura della città: dal “Gubbio no Borders”, nel suggestivo chiostro di San Pietro, fino, in ultimo, alla gara ciclistica di ieri sera – novità assoluta. Occasioni interessanti e utili per aggregare e dare vitalità al centro, ma che creano anche molti disagi ai residenti. “Dopo le 20 è il far west nel centro storico”: è la frase più frequente che si sente ripetere dai residenti, avvalorata dal fatto che – dopo le 20 – non è attivo il servizio di Polizia Municipale, e decine e decine di autovetture sprovviste di permesso vengono parcheggiate un po’ ovunque, il tutto a discapito dei residenti muniti di permesso. Che pagano (il permesso) e imprecano.
In occasioni speciali, poi – come la serata con Margherita Huck (ma è prevedibile che sarà lo stesso anche per le prossime) – interi quartieri, come quello di San Pietro, sono diventati off limits proprio per i residenti. E si trova a dover uscire dalle mura per scovare un posto-auto accessibile.

mercoledì 11 agosto 2010

"Eravamo in 3.000 a San Marino": venerdì 27 agosto - ore 21 - Hotel "B.Ubaldi" la presentazione ufficiale

Sarà presentato ufficialmente venerdì 27 agosto p.v., alla vigilia dell’esordio casalingo del Gubbio nel nuovo campionato di I Divisione Lega Pro, il libro dvd “Eravamo in 3.000 a San Marino, la pubblicazione edita dall'emittente televisiva TRG per celebrare la trionfale stagione sportiva del Gubbio culminata nella promozione in C1.

La presentazione è prevista alla sala convegni dell’hotel “Beniamino Ubaldi”, in via Perugina a Gubbio, a partire dalle ore 21.
Il libro – che ha il patrocinio della As Gubbio calcio – è un diario del cammino vittorioso della squadra rossoblù nel campionato di II Divisione 2009-2010, raccontato attraverso i servizi di copertina della trasmissione “Fuorigioco”, curati dal direttore di TRG, Giacomo Marinelli Andreoli, corredati dalle immagini fotografiche di Gianfranco e Matteo Gavirati.
Il volume, in pregevole veste grafica, a cura della Tipografia Eugubina, si apre con le testimonianze-ricordo del presidente dell`As Gubbio, Marco Fioriti, del ds Stefano Giammarioli, del tecnico, l'ex capitano del Genoa Vincenzo Torrente (alla sua prima esperienza tra i professionisti) e del capitano della squadra rossoblù, Alessandro Sandreani. Le loro emozioni, le impressioni, i flash memorabili di un’annata culminata nella oceanica trasferta dei tifosi eugubini a San Marino, per la finale play off, con 3.000 supporters rossoblù, a festeggiare la vittoria finale del 13 giugno.

martedì 10 agosto 2010

Mentre si raccolgono firme per l'acqua pubblica, fioccano gli "inghippi" sulle bollette: 8,26 euro di spese postali per un sollecito...

Fare demagogia, si sa,  non costa nulla. E qualora doveste incassare, non ti chiedono neppure la fattura.
Da mesi leggiamo e ascoltiamo nobili intenti sulla cosiddetta "pubblicizzazione dell'acqua": slogan del tipo, "via le mani private dall'acqua pubblica" e raccolta di firme annessa, che lasciano presagire svolte epocali per il cittadino che ha il suo rapporto con la risorsa idrica in due modi: aprendo il rubinetto e scartando la bolletta.
E' facendo una delle due operazioni, per l'esattezza la seconda, che si scopre come in realtà il Pubblico (sostantivo che non ci piace, ma che sintetizza l'entità quasi astratta cui è demandata la gestione della preziosa risorsa) offra ai suoi utenti servizi non sempre inappuntabili a fronte di subdole manovre di aumento tariffe, mascherate da rimborso spese. Un po' come quel commesso viaggiatore che riporta un contratto da 1.000 euro ma ci carica una nota spese da 1.500.
E così veniamo a scoprire, grazie all'Unione Nazionale Consumatori che negli ultimi due mesi la società Umbra Acque - società mista pubblico privato che gestisce l'operatività del servizio idrico per conto del famigerato ATO (dietro questa sigla sembra quasi nascondersi una mostruosa creatura sottomarina, ma invece è l'Ambito Territoriale Ottimale) - ha caricato il costo dei solleciti fatturati in bolletta con la modica cifra di 8,26 euro. Praticamente chi si trova ad essere "sollecitato" al pagamento della bolletta, si vede addebitati 8,26 euro come spese postali, per l'invio per altro di una lettera in posta semplice (non in posta raccomandata).

venerdì 6 agosto 2010

Il 5 agosto di 25 anni fa nasceva TRG...

E’ il 5 agosto 1985: una serata estiva come tante, ma non per gli eugubini che da quella sera, facendo un rudimentale esercizio di "cambia canale" – una sorta di tic televisivo poi ribattezzato convenzionalmente zapping – trovarono sulla propria strada una nuova emittente. TRG ovvero Tele Radio Gubbio, evoluzione televisiva dell’antesignana Radio Gubbio, nata nel 1977, tra le prime realtà dell’etere privato umbro. Un’avventura ripercorsa, anno per anno, nella scorsa stagione televisiva, attraverso la trasmissione di intrattenimento e amarcord, “Sembra ieri”, che puntata dopo puntata, ha toccato, anno per anno, le tappe che TRG ha compiuto in un cammino all’insegna della crescita. Crescita dimensionale e crescita qualitativa: la prima attraverso l’ampliamento in Alto Tevere a metà degli anni ’90 con l’apertura della redazione di Città di Castello, e quindi nella Valle Umbra sud con la redazione di Foligno 4 anni fa. La seconda, testimoniata da molteplici riconoscimenti ottenuti in questi anni anche attraverso i concorsi di qualità “Comunicare l’Umbria”, che hanno quasi costantemente visto conquistare il primo premio alla nostra emittente. Riconoscimenti avvalorati poi dai riscontri del pubblico, sempre più numeroso, tanto da far toccare nei dati Auditel cifre impensabili appena 10 anni fa, con una media di 32.000 contatti giornalieri, e un flusso di utenti sul sito internet di oltre 100 mila pagina visitate ogni mese.
Oggi TRG è il costante riferimento informativo per gran parte della provincia di Perugia, capillare nell’organizzazione e nella copertura – con tre redazioni e l’originale formula dello splittaggio nella programmazione serale (in particolare informativa e sportiva) – ma ad ampio respiro nei format e nell’innovazione.
La prossima sfida si chiama digitale terrestre: entro il 2012 anche l’Umbria conoscerà il famoso switch off, il passaggio alla trasmissione digitale. Anche per TRG un banco di prova e al tempo stesso un’opportunità di crescita ulteriore. Per dimostrare, dopo 25 anni, di aver saputo conservare l’originaria vocazione – essere la voce del territorio di riferimento – senza perdere il treno del progresso.

P.S. Non chiedetemi perché ho inserito la foto di Giampiero "Bisteccone" Galeazzi. Ma stavo scorrendo una lista di immagini e il mio sguardo è caduto su questa istantanea di 5 anni fa ("Memorial Sandro Ciotti" al S.Biagio di Gubbio) quando il celebre giornalista sportivo Rai (tra l'altro di origini umbre) indossò cappellino e porta badge di TRG. Un testimonial niente male...

mercoledì 4 agosto 2010

Il Gubbio è nel girone A: che fascino le sfide con Verona, Cremonese, Salernitana e La Spezia

E gironi furono. Finalmente il consiglio federale di Lega Pro ha diramato i due raggruppamenti (vedi link a fine pagina, che riporta a http://www.trgmedia.it/). Da notare, a meno di 20 giorni dal via del campionato (mentre per i calendari bisognerà attendere Ferragosto).
Per ora, a caldo, è il momento dei commenti sui gironi. Anche se sarebbe logico chiedersi quale fretta spinga il presidente della Lega Pro, Macalli, ad anticipare al 22 agosto il via dei campionati - quasi che partire in linea con A e B possa dare un maggiore contegno alla terza serie.
Modestamente, ci viene da pensare che intanto la serie C dovrebbe tornarsi a chiamare serie C. E poi che partire a settembre non sarebbe un'idea malsana. Sarà per il prossimo anno (quando - ha assicurato Macalli - non ci saranno più ripescaggi).
Veniamo ai gironi e cominciamo dalla prima sorpresa. Le umbre sono divise (e fin qui ce lo aspettavamo) ma il Gubbio è da solo. Non sappiamo se sia un bene o un male, ma senza derby un pizzico di malinconia resta. Se pensiamo poi che i derby vengono evitati per motivi di ordine pubblico, ci viene spontanea la domanda: perché dividere lo scorso anno Foligno e Ternana, e poi riammucchiarle insieme quest'anno? E' forse stato siglato un patto di pace tra le due tifoserie (per una guerra che non c'è mai stata)? E per caso quella eugubina invece aveva "conti in sospeso" con quelle di Foligno e Ternana? Mistero (al quale sicuramente nessuno darà risposta).
Secondo elemento: il Gubbio è nel girone A. Lo auspicavano tutti in via Paruccini, ma chissà se ora, leggendo il girone, con squadre come Verona, Salernitana, Cremonese, Reggiana, saranno dello stesso avviso... Di certo per i rossoblù si profilano sfide affascinanti e anche inedite almeno per gli ultimi 40 anni (su tutte, quella con gli scaligeri, vincitori anche di uno scudetto nel 1986). Per Gigi Simoni, poi, ci sarà la sfida amarcord con la Cremonese, la squadra che lo ha visto protagonista come guida tecnica a fine anni '80 in serie A, una piazza nella quale ha lasciato un pezzo di cuore. A proposito di ex: fresco fresco di celebrazioni, ci ritroveremo contro Jackpot FantaCasoli con la maglia dello Spezia (mentre bomber Marotta in maglia Lucchese andrà al sud e se la vedrà con Foligno e Ternana).
Ma tra le grandi decadute, del girone A, c'è anche una signora Salernitana che sgomita per tornare subito in B e che dovrà sfidare proprio il Verona nel duello tra le ex blasonate. La gara con i granata campani è anche un ritorno a casa per Vincenzo Torrente, genoano e genovese d'adozione ma nativo di Cetara - a due passi dalla costiera amalfitana.

martedì 3 agosto 2010

Elezioni comunali Gubbio 2010: uniti sì, ma a patto che...

Chissà se è tutto casuale. Se l’uscita di scena di Orfeo Goracci dal Consiglio comunale eugubino non sia ricollegabile indirettamente al bailamme che ha investito la Giunta e la maggioranza consiliare: nel giro di poco più di un mese l’esecutivo ha rischiato di cadere sul Bilancio – salvato in extremis da un esponente del gruppo misto eletto 4 anni fa nelle liste di opposizione – e quindi, nella seduta “calda” che doveva liquidare la Centro Servizi spa, a uscire liquidato è stato proprio il consiglio comunale, scioltosi per mancanza di numero legale (prima volta in questa legislatura e in generale dal 2001).

Cosa c’entra Goracci in tutto questo? Nulla, se non fosse che l’impressione che si ha oggi è che sia venuto a mancare l’unico soggetto che riusciva a tenere compatta la compagine di governo e al tempo stesso salda la maggioranza consiliare. Con modi magari anche bruschi e risoluti, ma evidentemente sufficientemente efficaci.
Negli ultimi 4 mesi l’immagine di Palazzo Pretorio è decisamente meno granitica di quanto non sia apparsa negli ultimi 9 anni.
Il problema in sé alla fine è relativo: la Giunta non è caduta (anche se è attesa dall’esame di un nuovo bilancio a settembre) e la Centro Servizi S.Spirito è comunque destinata a chiudere i battenti non appena i consiglieri di maggioranza saranno tutti sugli scranni di Palazzo Pretorio (p.s. E' puntualmente accaduto ieri, lunedì 2 agosto 2010, con una seduta appositamente convocata alle ore 18, tanto per non rischiare...).
Sul piano politico, però, se si rapporta l’attuale scenario nell’orizzonte dei prossimi 6 mesi, le valutazioni che possono emergere sono dense di incognite.
Tutti nel centro sinistra proclamano di volere l’unità, di superare le ataviche divisioni, facendo però seguire l’auspicio da quelle che sono “le proprie condizioni”. Ognuno ha le sue e dunque non è detto che al bon ton delle parole seguiranno le alleanze.

Gubbio: in attesa di conoscere le avversarie, il pre-campionato ispira ottimismo. Ma che tristezza questa selva di ripescaggi...

Personalità. E' la sensazione più nitida che emerge dal Gubbio di questo pre-campionato. Domenica prossima già si fa sul serio (Tim Cup a Cava dei Tirreni, contro una pari-categoria) sognando di superare il turno e vedersela con il Grosseto (addirittura Torrente vorrebbe approdare al terzo turno, per tornare a "Marassi" a sfidare il suo Genoa). Staremo a vedere.
Di certo il Gubbio visto in queste prime uscite - con tutte le precauzioni doverose perché di calcio estivo pur sempre di parla - regala premonizioni ottimistiche. Non solo sul piano del gioco - la squadra cerca continuamente verticalizzazioni ma anche fraseggi, non butta mai la palla in mezzo, la tiene a terra e molto spesso non la spreca - ma anche sotto il profilo caratteriale la truppa di Torrente mostra già un'anima. Contro formazioni di pari categoria (Sorrento, battuto 2-1) o addirittura di B (Frosinone sconfitto ai rigori ma soprattutto il Torino superato 2-0) i rossoblù hanno sciorinato bel calcio, ritmi in linea con il periodo di preparazioni e individualità che lasciano presagire un'altra stagione, diciamo così, invitante.