Il mio puzzle, i miei pezzi.Di ieri e l'altro ieri.

giovedì 4 maggio 2017

I numeri? Per fortuna continuano a contare di più le parole: queste...

E' vero, non posso negarlo. Mi fa piacere. E me la godo un po'. Perchè in fondo, potevo sperarlo ma non me l'aspettavo.
La notizia uscita on line stasera su ibuk.it con la graduatoria regionale dei titoli di Narrativa, dove "Nel segno dei padri" sta lassù, in cima, come aggrappato al Campanone che sentiremo risuonare tra qualche ora, mi inorgoglisce. Sia perchè significa che la storia (con il libro) è piaciuta. Sia perchè sto in buona compagnia.
Ad esempio, sul podio mi ritrovo Marco Malvaldi, l'autore toscano dei ciclo che ha ispirato la serie tv del "Bar Lume". Lo intervistai qualche anno fa. Ora sul mio comodino campeggia uno dei suoi libri, "La carta più alta". Devo assaporarmi il finale, la soluzione del simpatico giallo, con la congrega di nonni detective che mi ricorda i pomeriggi da adolescente passati ad origliare dal letto le gag che scorrevano come in una fiction, nell'adiacente bar Padeletti.
Fosse stato al mio posto, magari, Malvaldi, avrebbe scritto un'altra saga.
I numeri danno soddisfazione, ed essere l'autore del libro più venduto a marzo nella tua regione non può che regalarti un senso di gratificazione sincera.
http://www.ibuk.it/irj/portal/anonymous/notizie_venduto


Ma le emozioni, quelle vere, a regalartele sono ancora le parole. Non le mie. Ma quelle dei lettori. Amici, conoscenti, e perfino persone che non ho mai visto in vita mia (e continuo a non vedere).
Mi piace condividere con i 25 utenti di questo blog, qualche loro pensiero (ovviamente tenuto anonimo). Di semplici lettori, o magari di un blogger specializzato in recensioni letterarie.
Sapendo che più dei numeri, sono le parole a contare di più. Ancora. Almeno per me...

"Carissimo Giacomo, sono a scriverti queste semplici parole per ringraziarti e allo stesso tempo dirti bravo per aver portato alla stampa il tuo primo (spero non ultimo) libro "Nel segno dei Padri". Devo essere sincero da qualche tempo ho rallentato molto la lettura dei libri, preso dalla vita frenetica che ti circonda e dai quei maledetti smartphone che ci hanno condizionato il nostro modo di vivere e avere informazioni. Però ci sono momenti che tutto questo si azzera, ed è quando ti trovi in luoghi come l'ospedale, dove la dimensione umana necessariamente prende il sopravvento su tutto, dove il tempo torna scorrere lento e hai modo di riflettere e pensare. Insomma momenti in cui un bel libro da leggere torna quasi inevitabilmente necessario per aiutarti a distogliere il tuo pensiero e isolarti per quanto possibile dal luogo dove ti trovi. 
Ho portato volutamente il tuo libro perchè convinto che sarebbe stato quello che mi avrebbe aiutato. Scelta migliore non poteva essere : "Nel segno dei Padri" un libro bello da leggere, perchè  diretto, come oggi necessariamente bisogna fare, per avere subito il grado di attenzione su quello che stai leggendo. Scritto con parole appropriate e allo stesso tempo coinvolgenti. Un libro con una storia che ti ammalia da subito quasi da dovertici calare dentro come protagonista, facendoti vivere sensazioni molto forti. Una storia bella, curata negli aspetti più vivi , fatta di sentimenti e di momenti che ne danno la giusta presa verso il lettore. 
Due personaggi Guglielmina e Peter che grazie al loro modo di essere, riescono a dare un senso alla loro vita turbata per entrambi per la scomparsa dei rispettivi padri. Un riconciliarsi prima con se stessi e poi l'un con l'altro che rappresenta una lezione di vita che oggi sarebbe da esempio per tanti a tutti livelli. 
Insomma un libro che ti porta in una dimensione forse oggi dimenticata , il rispetto verso degli altri, anche in condizioni drammatiche come quelle vissute dai due protagonisti. 
Già dalla presentazione del libro avevo intuito che era qualcosa che dovevo leggere subito tanto ero convinto del suo spessore umano che si portava dietro. 
Oggi dopo averlo letto non posso che confermarlo. Chiudo anche perchè rischio di incartarmi con le parole, non sono un critico letterario e lo si capisce, ma ho voluto lo stesso farti arrivare questo mio scritto per manifestare il mio semplice grazie a te per aver scritto un libro così bello. 
Ti allego una foto che ho voluto scattare sul mio letto in ospedale come per dire : "Nel segno dei Padri" è una storia vera fatta di tanta umanità ma sopratutto di tanta speranza per il futuro come spesso ci vuole in ospedale.
ps. Sono tornato a casa e ora mi sto rimettendo".