Il mio puzzle, i miei pezzi.Di ieri e l'altro ieri.

martedì 21 gennaio 2014

Corsi e ricorsi calcistici: tra molti esoneri e pochi "eroi"...


 
"Un allenatore in Italia che finisce la stagione non solo è un bravo tecnico: è un eroe".
La frase è di Jose Mourinho, uno che in Italia si è trovato piuttosto bene. Ora da Londra, sponda Chelsea, non seguirà di certo le vicende pallonare della sperduta Umbria. Saprebbe altrimenti che la sua massima da queste parti avrebbe scarsa applicazione.
Con quella di Cristian Bucchi, infatti, sono finite per saltare, una dopo l'altra, tutte le panchine delle squadre professionistiche della nostra regione.
 
La prima è stata a Perugia, quando il campionato non era neppure iniziato: fuori Lucarelli, che come prima esperienza ha subito masticato il tabacco più amaro. Per poi ritrovarsi in Versiglia da avversario dei grifoni e di Santopadre. Forse neanche Camplone a inizio agosto avrebbe pensato di tornarci su quella panca, dopo aver sfiorato la B, ed essere stato punito da Favasuli, nella semifinale col Pisa.
 
Di seguito è toccato al neofita Cucinelli confezionare l'esonero su misura ad un altro ex grifone, Di Loreto, addirittura dopo una vittoria. Qui il cambio, come al Curi, ha sortito effetti taumaturgici, perchè Luca Fusi, ex Toro e Juve da giocatore, ex Foligno da tecnico, ha redento una squadra che sembrava ancora non essere atterrata nel pianeta professionistico: ora il Castel Rigone non fa parlare di sé solo per l'assenza di barriere allo stadio, per il calcio etico ed anche un po' estetico predicato dal suo celebre patron. La squadra si segnala anche tra le protagoniste del girone B di II Divisione e scommettere su una sua promozione (ovvero la salvezza, che significa però salire in terza serie il prossimo anno) non è affatto azzardato. In attesa del probabile derby col Gubbio e del possibile, salvo scongiuri, storico confronto col Perugia, le altre panchine saltate sono a Terni, dove perfino il cannibale Toscano, autore del miglior calcio visto alla Conca negli ultimi anni, ha pagato dazio e appunto a Gubbio.
 
Il capitolo rossoblù meriterebbe un libro a parte.
Bucchi era la scommessa, come tante ne sono state giocate in questi anni. I 5 gol patiti nel derby hanno fatto traboccare un vaso che è parso già colmo dopo le dichiarazioni del mister nel post gara col Pontedera.
Cambiare tecnico, nella stagione in cui non ci sono retrocessioni e in cui gli obiettivi non sono categorici come per Perugia, Lecce o Frosinone, sembra paradossale. Ma in fondo a ben guardare, in casa rossoblù, si è tornati alla normalità. Nelle ultime 8 stagioni, quelle a guida Fioriti, sono 14 gli allenatori che si sono avvicendati su una panchina che, a questo punto definire scottante è un eufemismo.







Nell'ordine: Cuttone, De Petrillo – Marino, Alessandrini – Beoni, Tumiatti (affiancato da Simoni) – il biennio Torrente, a fare da linea di confine prima del tripudio in B con Pecchia, Simoni, Alessandrini e Apolloni. Infine Sottil, altro "eroe" di un intero campionato, quello passato, ed ora il tandem Bucchi-Roselli.


La storia calcistica rossoblù ci dice che spesso, troppo spesso, il cambio al timone non ha sortito gli effetti sperati. Tra le rare eccezioni, proprio 10 anni fa, quella di Beppe Galderisi.
Arrivò a sostituire Cannito, a marzo inoltrato: sembrava un'altra annata di quelle da buttare e invece la svolta regalò vittorie memorabili, come il derby di Gualdo, e i playoff persi solo contro la Sangiovannese di Ciccio Baiano.
Per qualcuno, un'eccezione a confermare la regola.

Nessun commento:

Posta un commento