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lunedì 31 marzo 2014

Quei fatidici minuti finali: un "Rosso e Blu" al cardiopalma...

Quei fatidici minuti di recupero. Maledetti o benedetti, che dir si voglia e che spesso finiscono per decidere un intero campionato.
Basti pensare solo a quanto accaduto negli ultimi due turni di campionato, ai gol pesanti – e alla fine sicuramente decisivi – messi a segno da Frosinone e Perugia, tra Gubbio e Ascoli, per comprendere come non solo le partite vadano giocate fino al 97' senza mollare mai, ma come proprio i brevi istanti che corrono dopo la fine del tempo regolamentare siano quelli che in un modo o nell'altro possono cambiare colore ad un'intera stagione.

Il gol più tardo, su questo fronte, e a suo modo anche decisivo, a favore del Gubbio, è datato 19 aprile 2003, quasi 11 anni fa. La squadra rossoblù è guidata da Marco Alessandrini e insegue quei play off che poi la porteranno in finale: si gioca al San Biagio il derby casalingo con il Gualdo di Cuttone e la squadra biancorossa va in vantaggio con Roberto Balducci, in una delle numerose perle del suo repertorio. Sembra fatta quando al 97' dopo vari parapiglia e lungaggini che impongono all'arbitro, Romeo di Verona – poi salito in serie A – di concedere ben 7' di recupero, si batte un calcio di punizione dal limite dell'area. E' il capitano rossoblù, Alessandro Sandreani a scegliere la sua zolla e ad infilare con la foglia morta la porta di Aiardi, bissando la prodezza che appena un anno prima – ma all'85' – Diego Marinelli aveva compiuto, sempre con lo stesso avversario, sempre nella stessa porta, per fissare lo stesso risultato finale, 1-1. Sarà un gol pesante perchè alla fine il Gubbio per un punto, quel punto, si ritroverà terzo davanti al Castelnuovo Garfagnana, avversario che affronterà in semifinale con andata in Toscana e ritorno a Gubbio, dove sempre Sandreani, andrà a deliziare il pubblico con un'altra esecuzione d'autore di straordinaria efficacia.

Se però una stagione fa gridare vendetta per i minuti di recupero, è senza dubbio quella della serie B: una sola volta i rossoblù sono riusciti a segnare oltre al 90' un gol decisivo, la prodezza balistica di Ciofani all'Ardenza di Livorno, con carambola vincente sulla schiena del portiere Bardi, ancora oggi estremo difensore amaranto in serie A. Per il resto solo rimorsi e tanti bocconi amari, alla fine più che decisivi per la triste sorte del torneo: si comincia con la zampata di Djuric al 91' di Crotone-Gubbio, che segna l'esonero di Fabio Pecchia. E' il 90' esatto quando al ritorno Falconieri, oggi attaccante rossoblù, fulmina Donnarumma al Del Duca di Ascoli, regalando una vittoria ai bianconeri rigenerante nella classifica e nel morale. E' addirittura il 94' quando Merino indovina a Nocera Inferiore il gol della vita abbattendo la difesa eugubina dopo il pari di Lofquist nella gara che segnerà l'infortunio grave di Bazzoffia e la fine di molte speranze salvezza. Ma come se non bastasse, saranno ancora al San Biagio – nella breve e triste esperienza Alessandrini - prima il Crotone, al 93' con il rigore rocambolesco guadagnato da Vinetot e siglato da Calil per il 3-3 finale, e quindi il Livorno con la rete di Bernacci al 94' in contropiede, a congelare le chance di permanenza in serie cadetta dei rossoblù.

Come dire, la B se ne è andata soprattutto dopo lo scoccare del 90': come una mezzanotte per Cenerentola, nella quale la splendida carrozza di due anni di successi prorompenti e impensabili, è tornata ad essere una zucca. Una zucca comunque di lusso, chiamata terza serie. Dal primo al 90', anzi anche qualche minuti dopo...


Da "Il Rosso e il Blu" di lunedì 31.3.14

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