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giovedì 8 novembre 2012

E con le nuove province, come la mettiamo con i derby?


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Chissà cosa ne penserà Massimiliano Santopadre, patron del Perugia, in coabitazione con Gianni Moneti. Per lui che ha fatto della "dissacrazione" del derby del Curi la bandiera della vigilia della sfida del 16 settembre scorso, non esistono partite che si possano definire derby che non siano stracittadine.

Chissà che ne penserà ora che con decreto discusso e bistrattato, il governo Monti ha ridotto le province italiane a 50 unità e intere regioni risultano rivoluzionate, almeno sul piano amministrativo geografico.

Chissà che ne penserà degli effetti folcloristici anche nel pianeta calcio, dove sfide dirette, anche nello stesso girone di Gubbio e Perugia, finiranno per assumere un sapore ancora più speciale: perché non saranno più semplice confronto tra capoluoghi di provincia, ma un vero e proprio derby tra squadre della stessa provincia.

Che ne dite, ad esempio, del duello al vertice Latina-Frosinone, che ha già vissuto il suo capitolo d’andata con uno 0-0 senza emozioni? Al ritorno non sarà soltanto, con ogni probabilità, una gara d’alta classifica ma anche un vero e proprio derby della nuova provincia unita ciociara.

E lo stesso dicasi per Benevento-Avellino, che hanno già incrociato la propria strada in un posticipo serale combattuto e vinto dagli irpini in superiorità numerica. Nel match di ritorno, al Partenio, diventerà il derby tra le due città della nuova provincia amalgamata.

Non ci sarà derby, ma potrebbe diventarlo tra qualche anno quello tra Carrarese, Massese e Lucchese, visto che di tre si ritroveranno in un’unica amministrazione. E mentre il Prato non sarà più provincia autonoma, ma per giocare un derby dovrà sperare nelle disgrazie della Fiorentina o nelle fortune della Pistoiese, il Pisa è certamente tra le squadre – e soprattutto le tifoserie - più combattute dopo il nuovo provvedimento: condividere la provincia con l’odiata Livorno – che per altro rischia di lottare per risalire in serie A – è qualcosa di inconcepibile.
Scomparsa anche la misconosciuta provincia di Andria, tornata a fondersi con Bari, non resta che Perugia.

Boisfer e Ciofani, il 16 settembre scorso al "Curi"
Che d’ora in poi dovrà condividere l’unica provincia regionale con Terni, sperando, bontà sua, di poter giocare il nuovo derby straprovinciale fin dal prossimo anno in serie B.
E se dovesse accadere che a ritrovarsi in serie cadetta siano addirittura in tre squadre umbre? A quel punto saremmo curiosi di sapere se uno è il vero derby e gli altri sono per così dire, taroccati.

Perché a dirla tutta, a dispetto dei santi e dei santo padri, gli unici veri umbri sarebbero i discendenti delle Tavole Eugubine: e dunque se un derby ci deve essere speriamo non si giochi mai, almeno tra i dilettanti.
Quello tra Gubbio e Ikuvium...

   Dalla copertina "Il Rosso e il Blu" di lunedì 5.11.12

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