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lunedì 26 novembre 2012

Carrarese-Gubbio: e la storia di una coperta corta...

Radi sembra dire a Galabinov: finalmente!
Carrarese-Gubbio, ovvero la storia di una coperta corta. Di quelle che tengono caldo, che negli inverni rigidi fanno comodo, anche se lasciano sempre uno spiraglio scoperto alle folate di stagione. E allora basta uno spiffero, qualche volta, per raffreddarsi o andare incontro ad una brutta influenza.
La coperta corta ha giocato brutti scherzi allo stadio "dei Marmi" di Carrara. Perchè nella domenica che aveva visto la presidente onoraria Alena Seredova offrire fiori alle tifose all'ingresso dello stadio per la giornata contro la violenza sulle donne, che ha visto in tribuna, oltre a Sottil anche l'ex Pecchia venuto a spiare i rossoblù da vivo, i titoli di apertura sembravano tutti per il ritrovato bomber, Andrej Galabinov.
La Seredova in tribuna con una rosa rossa: e le spine?
E' finita invece che la Seredova si è arrabbiata con l'arbitro, che Pecchia ha preso appunti per il 9 dicembre senza rilasciare commenti e che il Gubbio ha dilapidato due punti sui tre che sembravano ormai confezionati e infiocchettati, con 10 minuti di spifferi e ventate, che alla fine hanno fatto la differenza.
Pecchia: tra due settimane non sarà una gara qualsiasi...
Intendiamoci: negli anni segnati dal destino, positito e trionfale, quella di ieri sarebbe stata una gara vinta sul velluto. Ma negli anni disgraziati, che non mancano nel palmares dei rossoblù, quella a Carrara sarebbe stata una gara persa. Ne è uscito fuori un pareggino che rimpolpa la classifica anche se irrobustisce pure la graduatoria dei rimpianti, che in appena due domeniche esterne conta almeno 3 punti totali, un pari che sarebbe stato sacrosanto ad Avellino e una vittoria che almeno per un'ora sarebbe stata lapalissiana ai piedi delle Alpi Apuane.

Il fendente di Galabinov che sblocca la gara
Cominciamo dalle note liete: la doppietta di Galabinov è liberatoria. Diciamoci la verità, serviva all'ariete bulgaro scuola Bologna almeno quanto alla tifoseria che da un paio d'anni si sente orfana di un vero bomber. Il Gubbio forse ce l'ha, ma finora Galabinov non ha saputo dare continuità alle sue prestazioni. E allo stesso tempo è stato utilizzato a singhiozzo, una partita sì e tre no, cosa che non sempre e non per tutti è metodo ideale per trovarla la continuità. E dire che a Carrara non solo ha sciorinato potenza e precisione, nella prima rete, senso del gol e rapidità nella seconda, ma avrebbe avuto anche la possibilità di farne un altro di gol, ma ha sprecato malamente nel finale di primo tempo spedendo nella curva carrarese un pallone d'oro recapitatogli da Caccavallo.

Coppola dà direttive dalla panchina
Che a sua volta forse perderà qualche ora di sonno ripensando allo splendido assist di Bazzoffia e all'occasionissima, quella sì, per chiudere la partita sul 3-1, abortita con un tiretto sull'esterno della rete.
Ed eccoci alla coperta corta: ovvero la difficoltà a trovare quel cinismo e quella concretezza che è poi linea di confine tra le squadre solide e propositive e quelle che diventano anche vincenti. Se ad Avellino era mancato il primo colpo un po' per sfortuna e un po' per frenesia, a Carrara è mancato il colpo di grazia. Morale, tre punti in due partite lasciati per strada. Non bisogna farne una tragedia - perchè il campionato è ancora lungo 19 giornate - ma visto che la squadra ha le carte e le potenzialità per stare anche meglio di come sta in classifica, perchè non provarci?

Makinwa vola di testa più alto di Farabbi: è il 2-2
E veniamo all'altra faccia della gara, quella difensiva. Dopo un primo tempo in surplus, con un unico sussulto sulla franata in area di Makinwa, che probabilmente è incespicato da solo, la retroguardia eugubina ha vacillato troppo e male nella ripresa quando prima è stata salvata da Farabbi, poi ha concesso ripartenze che non dovrebbero vedersi quando vinci 2-0 in trasferta contro una squadra per altro contestata anche dal proprio pubblico. Il contropiede subìto nell'azione che ha portato al 2-1 è errore più grave dell'uscita non impeccabile di Farabbi che poi ha decretato il 2-2. In mezzo ci sono anche 8' nei quali forse il tridente, con il doppio vantaggio, poteva lasciare il posto ad un assetto meno spregiudicato.

Con i se e i ma però si fa un paradiso di persone che è meglio non definire. E dunque limitiamoci a ciò che è sicuro: che il punto conquistato comunque fa classifica, che il Gubbio è sempre lì nell'elite del girone che la doppia sfida da qui a metà dicembre, prima con Nocerina e poi a Latina, saranno altri test probanti per capire se la squadra di Sottil può non solo sorridere, come merita di fare, ma anche pensare molto positivo da qui al girone di ritorno.
Perchè se è vero che la coperta è corta, è vero pure che di questi tempi, c'è  chi non l'ha per niente...

Copertina di "Fuorigioco" - lunedì 26.11.12
Fotoservizio: Roberto Settonce

Musica di sottofondo: "Wake me up before you go go" - Wham (1985)


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