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venerdì 17 febbraio 2012

Si torna a Verona: sognando che torni ad essere "fatale"...

Il calendario non sembra l'alleato migliore.
Se c’era un avversario da evitare di questi tempi, forse era proprio il Verona. Per giunta al “Bentegodi”.

E invece al Gubbio – reduce da due trasferte forzatamente consecutive – tocca la terza fatica lontana dal “Barbetti”: sicuramente la più difficile, perché il Verona è lanciatissimo quanto meno verso i play off, perché la squadra di Mandorlini ha vinto le ultime 8 gare interne di fila. Ha spirito, ha voglia di arrivare, ha quella fame che era stata ingrediente straordinario del Gubbio che proprio un anno fa – era il 6 febbraio 2011 – in uno dei templi del calcio italiano, firmava una delle imprese della centenaria storia calcistica rossoblù.

Il tabellone finale è un’icona di quella giornata: e anche un emblema dell’intera stagione per le due squadre.
Il Gubbio vinse con i gol di due indiscussi trascinatori, il capitano straordinario e irriducibile, e il fromboliere migliore, che stavolta si trova sulla sponda opposta.
Ma anche per Ferrari quel gol, apparentemente inutile, fu la scintilla con la quale il bomber scaligero si sbloccò trascinando da lì in poi l’undici veneto alla rimonta e alla promozione ai play off.

Proprio questo è l’aspetto che paradossalmente dovrebbe stimolare di più la rincorsa eugubina di quest’anno. Perché in un anno cambiano tante cose e il Verona-Gubbio di domani ha un sapore diametralmente diverso da quello del 2011.
Quasi a parti invertite. Ma proprio la parabola di Ferrari – fischiatissimo nei primi minuti di quel match e poi diventato nel giro di qualche settimana l’eroe scaligero – deve essere di sprono per la squadra di Simoni.

Che arriva – diciamo la verità – malconcia non poco all’appuntamento del “Bentegodi”: sembra tradizione che gli infortuni di quest’anno colpiscano in blocco interi reparti. Stavolta tocca all’attacco, dove a mancare saranno in tre.
Potrebbe così scoccare l’ora del neoacquisto Lofiquist, dal 1’, ma anche del ritorno in campo di Daniele Ragatzu, un giocatore il cui talento non è mai stato in dubbio ma al quale continuità e tenacia hanno finora fatto difetto.

Pensando a Ragatzu, pensando alla chance che potrebbe toccargli al “Bentegodi” ci viene in mente proprio l’esperienza di Ferrari, sull’altra sponda.

Il calcio, spesso, si diverte a rivelarsi illeggibile e quasi irrazionale. Un po’ come il carattere e l’estro del funambolico attaccante sardo: rimasto a Gubbio quasi per caso, e magari destinato a rivelarsi il vero nuovo acquisto di gennaio.
Chissà.

Di sicuro, davanti a non meno di 20.000 spettatori, il Gubbio dovrà affrontare la gara in modo siderale rispetto agli approcci di Reggio Calabria e Varese.
Il cammino resta lungo ma non c’è più tempo da perdere. Conta poco ormai anche il nome dell’avversario e il luogo della disfida.
Non è più tempo di ricordi e nostalgie. E’ tempo di tornare ad assaporare il gusto di esserci: di essere in corsa, di giocarsela, di non aver timori riverenziali per una serie B nella quale il Gubbio sta dimostrando – in tutte le sue componenti, prima fra tutti quella del tifo – di meritare di restare.
Il calendario non dà una mano, per questo sabato: ma spesso il calcio insegna che proprio nelle situazioni più impossibile esce fuori l’impresa. E quest’anno, dopo diversi exploit interni, è ora che arrivi anche in trasferta…


Copertina de "Il Rosso e il Blu" - venerdì 17.2.12
musica di sottofondo: "Si può dare di più" - Ruggeri-Tozzi-Morandi 1987

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