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martedì 8 gennaio 2013

Ceri, il Tavolo Istituzionale c'è... ma manca il menù...


Una tavola ben apparecchiata ma ancora senza menù. E' come appare oggi il sistema istituzionale che sovrintende alla Festa dei Ceri
Il 2012 e' stato un anno molto difficile, nel quale i problemi "storici" non sono stati risolti (basta riguardarsi le immagini dell'epilogo dei ceri mezzani per vedere che tutto e' come se non peggio di prima) e anzi se ne sono aggiunti altri (candidatura UNESCO andata in fumo almeno per il 2013). Senza che ancora si sia capito come "utilizzare" al meglio la meritoria legge regionale che riconosce finalmente alla Festa dei Ceri un ruolo di unicum nel panorama del folclore umbro.

Forse e' proprio questa una delle poche note liete da conservare del 2012, insieme alle celebrazioni svoltesi un anno fa per l'eccezionale presenza delle Reliquie di S.Antonio abate in città.
Per il resto, una serie di incontri, riunioni, vertici (chiamateli come volete) tra Comune, Università Muratori, famiglie ceraiole, "Maggio Eugubino" e Diocesi, dai quali non si e' andati oltre tante buone intenzioni, al capitolo "varie ed eventuali". Al di la' dell'ordinaria amministrazione - che e' già qualcosa - nessun segnale che dimostrasse la volonta' di un agire comune, per lasciarsi alle spalle le piccole "dispute di bottega", che spesso nascondono, purtroppo, divisioni e antagonismi. E soprattutto niente menù, cioe' programmazione, visione di lungo periodo.
E' sintomatico ad esempio come la vicenda dell'addio dei Francescani alla Basilica di S.Ubaldo - paventata gia' da tempo - non sia stata affrontata per tempo e unitamente dalle componenti ceraiole, ma si e' assistito a qualche tentativo isolato ed estemporaneo, quando i "giochi" erano fatti.
Un momento della cerimonia in Basilica 
domenica scorsa (foto Press news)
Il problema non e' la soluzione che alla fine ha trovato giustamente il Vescovo, con una nomina interna alla Diocesi sicuramente piu' affidabile di qualche ipotesi estemporanea. Il problema e' il sistema (il menu') che e' mancato proprio intorno al tavolo "istituzionale", quel collante che avrebbe dovuto rappresentare lo spirito di un'intera comunita', al posto del bailamme che si e' creato, specchio di una confusione di ruoli e idee che al momento caratterizzano il clima intorno al famoso tavolo.

Nessuno ha la bacchetta magica, ma chi ha a cuore la Festa qualche interrogativo se lo pone: qual e' il ruolo esatto delle famiglie ceraiole intorno al tavolo della Festa? Siamo sicuri che qualcuno non pensi esistano soggetti di serie A e di serie B? A chi spetta prendere la responsabilità di indicare e proporre scelte e decisioni per il futuro? Se non esiste un Ente Ceri (che mai si e' voluto seriamente considerare nelle sue potenzialità), perché il "tavolo istituzionale" e' rimasto finora un luogo di incontro senza alcun reale potere decisionale?
La buona volonta' non e' mancata, anche in organismi (come l'Universita') che hanno avviato un positivo e importante processo di rinnovamento generazionale. Serve pero' un cambio di marcia da parte di tutti.
Il ruolo dei Santantoniari e' stato sempre estraneo a qualsiasi diatriba e anche a logiche di "sponde opposte" che poco hanno a che fare con la Festa dei Ceri. Altresi' proprio dai Santantoniari spesso sono giunti spunti, proposte e suggerimenti, condivisibili o meno, ma sempre in chiave costruttiva, per il bene della Festa. Anche il nuovo Statuto della Famiglia dei Santantoniari - e la riconosciuta legittimita' ad adoperarsi per la tutela della Festa - dovrebbero fungere da stimolo per tutte le componenti di questo tavolo. Per darsi un menù per i prossimi anni (e non parliamo di coratella ne' di penne in vaschetta).

L'auspicio e' che si ritrovi davvero unita' di intenti, chiarezza e soprattutto che il "tavolo" venga arricchito di operatività, proposte concrete e progetti per tutelare e far crescere la Festa e la città.
GMA


Da "Il Ceraiolo Santantoniaro" - gennaio 2013

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