Il mio puzzle, i miei pezzi.Di ieri e l'altro ieri.

martedì 10 gennaio 2012

La serata speciale di Simone... Ma se è vero che è Blatter ad aver bisogno di una foto con lui, noi non dobbiamo stancarci di apprezzarne l'esempio...

Ha sfoggiato la nuova divisa ufficiale dell`As Gubbio 1910: e debutto più prestigioso non poteva esserci per il completo grigio della società eugubina, esibito sul palco del Kongresshaus di Zurigo, per la serata del "Pallone d`oro".
A fare gli onori di casa Joseph Blatter, padre padrone della Fifa ormai da 13 anni: ed il primo a salire sul palco, proprio a fianco del presidente, è stato Simone Farina.
Il difensore del Gubbio è stato premiato come "ambasciatore del fair play per la Fifa nel mondo", per aver detto no alla proposta di combine che quattro mesi fa un suo ex compagno di squadra (Zamperini, ora agli arresti domiciliari) gli aveva avanzato relativamente ad una partita di Coppa Italia (Cesena-Gubbio, poi giocata il 30 novembre).
Non solo. Farina, d'intesa con la massima dirigenza del Gubbio, ha denunciato alla Procura federale la vicenda, contribuendo a smascherare il nuovo clamoroso caso di calcio-scommesse.
Un atto di coraggio che ha avuto elogi e clamore in tutto il mondo, come mai era avvenuto in passato, anche per casi simili (ad esempio, l`attuale difensore della Ternana, Pisacane). Prima la convocazione simbolica in Nazionale da parte del CT Prandelli (un signore del calcio, sulla cui onestà intellettuale non si può dubitare), poi l`invito ufficiale della Fifa a Zurigo, giunto la scorsa settimana direttamente alla Lega di serie B e alla Gubbio calcio.


Sul palco Blatter ha avuto parole di riconoscenza per il giocatore del Gubbio: "Se tutti agissero come questo ragazzo di 29 anni potremmo avere un futuro migliore" ha dichiarato il presidente Fifa. "Ciò che festeggiamo oggi lo dobbiamo a giocatori come Simone Farina disposti a difendere il nostro onore nella lotta contro le scommesse clandestine". Anche Farina ha parlato - contrariamente a quanto annunciato alla vigilia - con un ringraziamento di protocollo: "E` un onore stare qui con voi - ha dichiarato, di fronte a giocatori che hanno fatto la storia del calcio come Pelè, Platini, Van Basten, Zidane - Non è stato facile questo periodo ma grazie alla mia famiglia ho trovato la forza per andare avanti".
Parole non di circostanza, se è vero che proprio l`8 maggio scorso, nel corso dei festeggiamenti a bordo campo per la promozione in serie B, dopo il vittorioso 3-1 del Gubbio sulla Paganese, proprio Farina aveva speso le prime parole di ringraziamento ai microfoni di TRG per la moglie Scilla, che anche ieri lo ha accompagnato nella kermesse svizzera.
La cerimonia è stata seguita da circa 500 milioni di persone in tutto il mondo ed è culminata con la consegna del Pallone d`oro a Lionel Messi, vincitore per il terzo anno dell`ambito trofeo.
Per Farina, per il Gubbio calcio e per la città di Gubbio una vetrina straordinaria, avvalorata da una motivazione altamente meritoria.


Per Simone una serata semplicemente da incorniciare. Seduto a fianco del "cigno di Utrecht" (al secolo, Marco Van Basten, tra i più grandi cannonieri della storia del football) non faceva un frizzo: a vederlo così, sembrava uno di quegli studenti a fine corso, in attesa di ricevere il diploma, con bacio accademico. Ma in realtà si trovava a Zurigo per qualcosa di molto più grande. 

Simone è un ragazzo quieto e semplice, capitolino di quelli "fatti in casa", cresciuto nella Roma ma con un destino sportivo meno fausto di alcuni suoi coetanei: mi raccontava proprio stamattina l'amico Chico Mischianti che in un derby tra giovanili Roma-Lazio, proprio lui, Simone, infilò una mirabile punizione di sinistro sotto l'incrocio, e in campo ad abbracciarlo corsero Bovo, Aquilani e De Rossi. Già proprio l'erede di Totti.
Che quel giorno stava in panchina, e oggi sta meditando se accettare un contratto da 6 milioni l'anno per vestire ancora la maglia della "Maggica".
Simone non ha mai avuto di questi dilemmi. La sua carriera in serie C lo ha gratificato. Il suo contrattino al Gubbio, per giocare in una serie B che si è conquistato sul campo, tra i protagonisti silenziosi di questa favola sportiva, è di almeno tre zeri inferiore a quello dei suoi ex compagni di squadra, osannati e blasonati. E il suo guadagno non assomiglia lontanamente ai proventi delle giocate che altri suoi ex compagni gli avevano profilato, sussurandogli nell'orecchio che bastava accomodare una partita.

Oggi qualcuno si domanda se sia giusto premiare l'onestà. Se sia giusto che un gesto - che dovrebbe essere normale (dire no alle scorciatoie e al facile guadagno, truccando una partita di calcio, neanche troppo importante) - venga additato ad esempio.
Io credo che sia non solo giusto, ma doveroso. A prescindere dal fatto che ad esibire oggi quel virtuosismo sia un non certo irreprensibile signor Blatter a cui - bando alle ipocrisie - conviene pure oggi farsi immortalare accanto a Farina. E non viceversa. Ma questo è aspetto secondario e che Simone, giustamente, non deve e non vorrà considerare.
Credo che nella nostra società, basta guardarsi un po' intorno e capire che Farina non rappresenti solo milioni di giocatori onesti (perchè continuo a credere che sia così): rappresenta soprattutto la speranza che il denaro - in un mondo in cui ne scorre a fiumi, anche se le fonti ormai scarseggiano - non riesce a comprarsi tutto. Perfino i sogni dei tifosi.
E' la speranza che c'è ancora qualcuno in grado di dire di no: arrivando perfino a denunciare chi gli ha proposto l'imbroglio. Qui non c'è solo il dovere, il compitino (che magari centinaia di giocatori avranno pure osservato, come Farina, standosene però zitti e muti per non avere grane - della serie "chi me lo fa fare?").
Perchè in qualche salotto di Milano o Roma, forse, un personaggio così apparirà perfino patetico. Ma da noi, nella sperduta provincia umbra di una Gubbio famosa per l'ammansimento francescano del lupo, per il tartufo e, ultimamente, per le gesta televisive di un prete-detective, ancora le persone semplici, non solo ci sono: ma si apprezzano.  E si elogiano.
Ancora allo stadio, si vede sfilare la banda per una partita importante (due anni fa la società venne multata  dalla Lega Pro per questo... sic!). E alla fine, ci sono tifosi che cuociono salsicce e bistecche per festeggiare, perfino insieme agli avversari. Insomma, quei posti, quegli humus sempre più rari dove non si dà per scontata neanche una pacca sulla spalla. E a Farina - ne sono certo - sarebbe bastata.

Per carità, di problemi, nelle nostre lande, ne abbiamo a iosa. Il primo è che ci vuole più per coprire i 40 km che ci distanziano dal capoluogo di provincia che non gli 80 che ci portano al mare Adriatico. Non c'è stazione ferroviaria, e in mezzo a tanta crisi, a maxi progetti rimasti incompiuti (un ex ospedale di cui non si sa il futuro), l'unica vera consolazione del 2011 è una vittoria al Superenalotto che ha coperto d'oro 100 concittadini e la squadra di calcio che è tornata in serie B dopo appena 64 anni. C'è chi si accontenta anche se proprio non gode.
Ma ogni mattina, penso tra me e me, c'è anche chi sta peggio. Ad esempio, su una tangenziale o un raccordo anulare. O c'è chi si domanda, con un po' di puzza metropolitana sotto il naso, se sia giusto rendere omaggio all'onestà.

Per una volta, non me ne vorrà, non sono in totale sintonia con Gramellini e il suo caffè del mattino su "La Stampa" - che seguo quotidianamente. E' vero, lui ce l'ha con Blatter (e non certo con Farina). Ma c'è qualcosa, in questa riflessione, che un po' mi stona.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1116&ID_sezione=56

Non è la Farina di Brecht quella di cui preoccuparsi. E' vero non dovremmo aver bisogno di eroi. Ma di questi tempi - e soprattutto in una società dove i presunti "eroi" sono quelli che ci propina, senza meriti o talenti solo il tubo catodico - gli esempi autenticamente virtuosi non guastano.
E non dimentichiamo un dettaglio: Simone oggi rischia di apparire come un novello Truman (dal celebre film con Jim Carrey), inconsapevole prim'attore di un reality che lo vede "tirato per la giacca" improvvisamente da ogni angolo del mondo sportivo e mediatico.
Ma lui, Simone Farina, non ha cercato flash e interviste. Ha tenuto la bocca chiusa per oltre due mesi su questa storia sperando che non venisse fuori, è in silenzio stampa dall'inizio della vicenda e non ha concesso alcun faccia a faccia a tv o carta stampata (quando magari altri lo avrebbero fatto a cifre ridondanti).
Con Simone non c'è pericolo: non lo vedremo alla casa del "Grande Fratello" o all'"Isola dei Famosi", non lo vedremo candidato alle prossime elezioni politiche. E non verrà mai a farci la morale, autocelebrandosi come "modello di onestà" dall'alto di un piedistallo.

Lo rivedremo oggi allenarsi con i compagni di squadra, sotto lo sguardo paterno di Gigi Simoni. Forse lo rivedremo in campo sabato, in Gubbio-Grosseto. O magari sarà in panchina, dove sovente gli è toccato tornare, certo non felice. Perchè ogni giocatore, oltre ad essere onesto, ha voglia prima di tutto di giocare.
Ieri però è stata una serata speciale per lui. Perchè era circondato da fuoriclasse di ogni tempo. Ma non era lì per aver vinto la lotteria. Era lì a raccogliere gli applausi, giusti e meritati, di un gesto che lui per primo non ha cercato nè megafonato.
Ma che noi, non dovremo mai stancarci di ricordare come "esemplare".

5 commenti:

  1. Commenti da facebook:

    Michele Minelli -
    Certo che vedere un calciatore con la divisa del Gubbio premiato da Blatter insieme a Messi, me pare de sta a sognà.

    Fabio Cencetti - in un'altra nazione sarebbe stato normale e non degno di premio... purtroppo in Italia questa non è la normalità ..quindi condivido il gesto esemplare.

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  2. Alberto Cappannelli10 gennaio 2012 18:23

    Tutto bene commenti su commenti ma ne sui giornali locali ne su internet (TRG e LIVE GUBBIO ecc...) ho trovato quello che c'è sul Corriere della Sera (almeno versione cartacea). La doppia capella de quel signore che ancora ci deve premiare da germania 2006. Riporto testualmente visto che forse l'ha fatto solo il Corsera «... E così sono qui a presentarvi un uomo di 29 anni, un giocatore di seconda serie italiana, la sua squadra si chiama Cubbia ed è vicino Novara (doppia gaffe, ndr). E' stato avvicinato da alcune persone .... bla bla Blatter. Saluti.

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  3. Finalmente un articolo degno di nota e veramente.....realistico,complimenti!

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  4. Ora, ricevuto il premio, sarebbe bene che Farina si rimetta a pedalare sulla fascia sinistra, perchè quest'anno, tecnicamente parlando, la sua stagione è stata molto negativa. Diciamo che ha salvato la stagione...

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  5. Buonasera

    Non solo in Italia si truccano le partite. Il gesto di Simone é universalmente valido. E spero che il senso che ha voluto dare Blatter con il premio sia questo.

    Al Direttore: Spiace dirlo, perché sembra sempre di voler fare facile dietrologia, ma io credo che certi salotti commentino il gesto di Simone con la puzzetta sotto il naso (quando non sprezzantemente) semplicemente perché le cose non sono andate "a parti invertite", ovverosia non é stato un giocatore del Gubbio a truccare le partite, e non é stato un giocatore delle squadre del grande Nord produttivo a fare la denuncia, perché allora in quel caso sarebbero venute fuori molte penne paladine delle autoreferenziate (un tempo) "capitali morali" (che poi negli anni abbiamo visto non essere propriamente tali ....).

    In realtà, al di là del loro apparire come un mondo rutilante, detti salotti si rivelano, con questo penoso minimizzare il gesto di Simone, come nicchie di provincialismo estremo in epoca di globalizzazione e di essere "cittadini del mondo". Quel provincialismo che, guardandoci sempre con moto compassionevole, quando ripeto, non anche con sprezzo, detti ambienti salottieri ci rimproverano .....

    F.to: Andrea Bellucci

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