Il mio puzzle, i miei pezzi.Di ieri e l'altro ieri.

martedì 30 marzo 2010

E' il nuovo "uomo qualunque" di Guareschi: l'astensionista...

C’era una volta “l’uomo qualunque” di Giovanni Guareschi.
Figura letteraria “folcloristica” di un’Italia alle prese con la propria ricostruzione. Materiale e soprattutto morale, nel secondo dopoguerra.
Quell’”uomo qualunque” venne etichettato negativamente – un po’ come tutte le provocatorie narrazioni di Guareschi – da un elitè culturale (di sinistra) che si sarebbe dimostrata invece miope rispetto ai cambiamenti e alle motivazioni della società italiana, alla vigilia del boom economico e della rivoluzione dei costumi.

Oggi quell’”uomo qualunque” sembra essere tornato.
Ha altre sembianze. Non ha un nome. Non ha un identikit. Non sappiamo chi sia. Ma sappiamo che “pesa” nelle urne elettorali. Ormai per oltre un terzo.
E’ l’astensionista, il cittadino-elettore che si è “rotto” della politica urlata, degli slogan, della demonizzazione dell’avversario, del tutti contro tutti. E forse anche del bipolarismo – che finisce per non rappresentare in modo globale e completo la complessità degli “umori” elettorali dell’italiano medio. Che non si sfoga più votando l'altro. Perché probabilmente non lo soddisfa più nessuno. Nè in maggioranza nè all'opposizione (di qualunque colore esse siano).
E se fino a l’altro ieri, la sua protesta poteva tradursi anche in un voto "alternativo" – quante volte sono stati battezzati come “di protesta” veri e propri fenomeni elettorali, quasi a sminuirne la portata – oggi la sua voce resta forte e chiara.
Ma resta a casa. Proprio come lui. L’"astensionista".

9 commenti:

  1. Per usare le parole di un noto astensionista italiano per sua pubblica confessione, il giornalista Enrico Mentana:
    " perché mai sentirsi in obbligo di votare se non ci si ritiene in grado di esercitare al meglio tale diritto (ossia di saper discernere tra i candidati una figura davvero all’altezza delle sfide presenti)?
    - Per quale motivo votare se non si è in grado di individuare alcuna differenza sostanziale tra gli schieramenti contrapposti o di rintracciare una sola valida ragione per concedere la propria fiducia a un candidato piuttosto che ad un altro?

    In tali casi pare francamente “comprensibile” (se non ragionevole!) la scelta di delegare il responso delle urne a chi ha (O CREDE DI AVERE) le idee più chiare…"...

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  2. Ormai tutti hanno capito il giochetto; si vuole essere eletti soltanto per ottenere poltrone che possano permettere una vita agiata e ben retribuita a prescindere dal far parte della maggioranza o dell'opposizione. Andrebbe ipotizzato un limite temporale, cioè si può essere eletti per non pi di due volte e poi si lascia il posto ad altri

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  3. federica monarchi31 marzo 2010 08:53

    Partendo dal presupposto, che ritengo il diritto di voto anche un dovere se non un obbligo (che bella frase fatta!!), come biasimare chi (e in questo periodo sono veramente tanti) sono in altre faccende affaccendati... Mi riferisco a quelli che hanno perso il lavoro, che campano con il sussidio di disoccuppazione e via discorrendo, che vedono il mondo politico attuale (purtoppo a prescindere dal colore) troppo lontano dalla vita quotidiana. Una campagna elettorale basata solo sui battibecchi ( per usare un eufemismo) e sullo scoprire gli scheletri nell'armadio degli altri è veramente aberrante per tutti. Ma d'altra parte ci stanno facendo credere che altri problemi non ne abbiamo!!!

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  4. Altri commenti da fb -

    Giacomo Faramelli -
    io non sono d'accordo, Giacomo.
    è evidente chi sono gli astensionisti, almeno fino al lazio.
    al nord sono mancati i pidiellini di Silvio, mentre la lega ha mobilitato tutto il possibile.
    in lazio sono mancati ancora voti al pdl per la vicenda liste, e il pd non tiene, anzi, perde ovunque, sono i due grandi contenitori del bipolarismo che si dissanguano.
    Ma mentre un voto alla lega diventa un voto di dissenso controllabile entro lo schema di coalizione, un voto "contro" il pd, ma all'interno della coalizione, può avere molte strade: udc, idv, rif com, socialisti...... Mostra tutto
    E ho la netta impressione che molti si siano astenuti, ma in proporzione maggiore stavolta, a sinistra, dove francamente, non si è mai vista un'opposizione così imbarazzante.

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  5. Altre opinioni dal mio post su fb -

    Riccardo Rossi -
    Perchè la gente si è rotta le palle delle chiacchiere.... è ora di un po' di fatti!!! Lavoro, infrastrutture,turismo, impresa.
    Basta con le parole......

    Michele Minelli -
    perchè la gente non ha più fiducia dei soliti politicanti, e non vuole più vedere le "solite" facce, che ormai da troppo tempo fanno parte dei "soliti" meccanismi... gente nuova, idee nuove.... resto sempre dell'idea di spegnere la televisione...... ci sta ipnotizzando...
    Comunque ho 14 timbri sulla scheda elettorale.... chissà quanti hanno sempre votato come il sottoscritto????

    Giacomo Faramelli -
    se la gente fosse davvero convinta di cambiare avrebbe votato altrimenti. non per il terzo mandato della lorenzetti sotto le mentite spoglie di una signora che è riuscita a consegnare todi al pdl dopo un milione di anni di governo rosso.
    dall'altra parte se invece dell'inettitudine e dell'eterno ritorno dell'uguale ci fosse stato un serio candidato forse il pepe al culo (passatemi il francesismo) qualcuno l'avrebbe sentito.
    povera terra mia...

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  6. Altro commento dal post di fb

    Marinella Baldinucci -
    approvo Mentana,ma solo fino ad un certo punto, non si puo' arrivare a legittimare col silenzio qualunque scelta facciano i cosiddetti "capaci", dovremmo trovare il coraggio anzi la voglia o la rabbia di esprimerci,è la nostra esistenza e quella dei nostri figli che mettiamo nelle mani chi sente di poter agire senza controlli

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  7. Il paragone che ho "azzardato" con l'uomo qualunque di Guareschi voleva proprio sottolineare l'aspetto evidenziato da Antonella. C'è astensione e astensione. C'è chi se ne frega (e fisiologicamente ci sarà sempre) c'è chi non ne può più e non ha altri strumenti per protestare che il "non voto". Una sorta di allarme lanciato in forma "ghandiana", una non-violenza esercitata attraverso il silenzio.
    Il problema non è che ci sia.
    Il problema è chi fa finta di non accorgersene, snobba il fenomeno e liquida la pratica con una frase del tipo: "La prossima volta vedrete che in molti torneranno a votare".
    Se i protagonisti del palcoscenico politico - da una parte e dall'altra - continueranno a sottovalutare questa tendenza, in una sorta di "astensione all'analisi", la prossima volta torneremo a riparlare di tutto questo. Con qualche punto di percentuale in più. A favore dell'astensione.

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  8. Votare un “dovere civico” ma anche (e soprattutto) un “diritto” e questo implica necessariamente anche il suo risvolto negativo: cioè la facoltà di non esercitare il diritto stesso .
    Un astensionismo dettato non dall’indifferenza e dal menefreghismo, un astensionismo non inteso come mancanza di coraggio (coraggio a fare cosa, poi? a tapparsi il naso e scegliere il “meno peggio” di turno?) è una scelta più che legittima quando ti rendi conto che la situazione politica attuale è incapace e non all’altezza di rispondere ai bisogni della collettività e che purtroppo non esistono neanche valide alternative.
    Sono consapevole che per la maggior parte delle persone,( soprattutto di quelle che a differenza di me masticano di politica quotidianamente) tale scelta possa apparire sbagliata se non addirittura inutile... tuttavia, anche se disolito preferisco esprimere il mio indirizzo politico votando, ritengo meritevole di rispetto la scelta dell’elettore che decide “coscientemente” e liberamente di non votare.

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  9. Vista la veemenza (e la coerenza) con cui sostieni questo tuo pensiero... mi astengo anch'io. Dal darti torto.

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