Il mio puzzle, i miei pezzi.Di ieri e l'altro ieri.

lunedì 22 marzo 2010

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: di Paolo Coelho

Per una volta voglio lasciare spazio ad alcune pillole di saggezza. In fondo i miei sono "pensieri liberi" - come li chiama una persona a me cara.
E liberamente valutabili.
Ma ci sono frasi, considerazioni, pensieri, che spesso ci toccano. E li facciamo nostri. Come questo insieme di massime firmato da Paolo Coelho (nella foto), scrittore e poeta brasiliano.

"Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.

- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.

- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.

- Che la pazienza richiede molta pratica.

- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.

- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.

- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.

- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.

- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

- E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

- Non cercare le apparenze, possono ingannare.

- Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

- Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.

- Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!

- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.

- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.

- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.

Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange".

P.Coelho

5 commenti:

  1. - Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse...
    Questa è la frase che mi colpisce di più, sarà perché un pò si riferisce anche a me, a quello che è il mio lavoro, è un pò quello che noi insegnanti dovremmo fare tutti i giorni (a braccetto con la famiglia naturalmente), non solo dare regole, insegnare colori, lettere e numeri, ma soprattutto cercare di consegnare ai bambini uno strumento che li possa aiutare nel loro futuro. Aiutarli a fare scelte, a superare gli ostacoli e soprattutto credo ad affrontare sempre con il sorriso la vita credendo assolutamente nei sogni... in quello che posso regalarci e nella forza che possono darci per andare avanti nonostante tutto!!!

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  2. Sono completamente d'accordo con te. Da quando leggo le favolette della sera a Giovanni e Vittoria posso dire di aver scoperto un lato di me che neanche immaginavo esistesse. O forse pensavo fosse rimasto confinato agli anni in cui le favole le ascoltavo.
    Non è un caso che ad esempio ho scelto un'immagine di Nemo e papà Marlin tra le slide della photogallery di questo blog.
    Le favole ci insegnano sempre qualcosa, ci lasciano sempre un messaggio. E' l'esperienza della vita che conosciamo da vicino: solo che la apprendiamo con una carezza, anziché con un monito. E forse è il modo migliore per conservarla dentro di sè.
    Per questo credo che non si debba mai pensare (nè dire ai più piccoli) che un sogno è solo una sciocchezza.
    Nè che una favola - in fondo l'esposizione narrativa di un sogno - sia di per sè una sciocchezza. L'ultima che ho letto - e visto su dvd - in ordine di tempo è "La Bella Addormentata". Ed è stato straordinario poter conoscere anche la storia di Tchaikovsky, l'autore delle musiche di questa favola, che ha semplicemente trasferito in uno spartito, il racconto della propria vita.
    Di un sogno serbato per anni - quello di essere compositore - e tradotto in un colonna sonora oggi conosciuta e amata da milioni di persone e che altri non era che una canzone della buonanotte cantata da una badante di quei tempi.
    Voglio concludere questa chiacchierata a distanza (di tempo e di spazio) con un'altra frase che mi è sempre rimasta impressa (ancora da un dvd di favole dei miei figli):
    "La favola è là fuori. La favola è qua dentro. La favola è dappertutto. In un tramonto, in uno scorcio panoramico, in una canzone, in un fiore. Ovunque noi la possiamo vedere o sotto ogni apparente superficie possa essere nascosta e scoperta. Tutto dipende da come noi sappiamo immaginarla".
    La frase è di Hans Christian Andersen: uno dei compositori di fiabe più celebre di tutti i tempi.

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  3. ...sara' che a volte la vita e' una strada piena di salite..le salite a loro volta piene di tornanti..colmi di solitudine..che ti accorgi di avere bisogno di un sogno...anche di uno soltanto...sicuramente quel sogno ti togliera' la stanchezza..e ti fara' trovare il coraggio per continuare a camminare...

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  4. per caso anche io ieri sera ho dato in mano a mia figlia il guerriero della luce di coelho....le prime quattro pagine sono proprio dedicate ai sogni e a come sia bello insegnare ai bimbi la bellezza della natura in questo caso del mare e della spiaggia con tutti i suoni i profumi i colori che riempiono i loro sensi e gli occhi.....

    katia

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  5. posso dirti che non so se sia un caso....proprio ieri sera ho dato a mia figlia da leggere "il guerriero della luce" di Coelho ....anche li nelle prime 4 pagine si dà vita al personaggio di un bimbo che impara grazie ai sogni e alla fantasia ad apprezzare la natura il mare, i suoi segreti a immaginare a desiderare ad apprezzare la spiaggia i suoi colori i suoni che riempiono i sensi e gli occhi aprendo l'anima a mille sensazioni.....

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