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lunedì 31 ottobre 2011

Un gol capolavoro... che non deve annebbiare la vista. Domani la vittoria vale doppio...

Il caciucco era un po’ insipido. Ma stavolta è andato di traverso ai livornesi.
Colpa di Daniel Ciofani, ribattezzato Lisippo, per la prestanza fisica capace di coesistere con le qualità tecniche di un’artista del gol, tanto da ricordare l’immagine stilizzata del celebre atleta ripescato negli anni 70 nel mare Adriatico, soggiornato a Gubbio per qualche anno in silenzio e ora esposto al Getty Museum di Malibù.


E se l’atleta di Lisippo è oggetto di disputa, su Ciofani c’è poco da discutere: gli basta una palla gol minimamente utilizzabile, che lui non ci pensa due volte. La porta la vede come pochi, basta dargli le munizioni. Il gesto tecnico e acrobatico di Livorno è proprietà di un nugolo ristretto di attaccanti: col pallone aereo, tra l’altro piuttosto alto rispetto al corpo, non tutti calciano in porta di prima intenzione. Lui l’ha fatto, e per di più al 93’ minuto e mezzo di gioco. La sfortuna ha cozzato con la traversa, la fortuna con la schiena di Bardi. Gol casuale? Fate un po’ voi. Per noi è una prodezza, aiutata dalla buona sorte che però l’attaccante abruzzese si è andato caparbiamente a cercare.

La rete si gonfia, i tifosi rossoblù
impazziscono... - foto Settonce
Un gol che però non deve annebbiare la vista sulla prestazione della squadra rossoblù. Perché i 95’ del Picchi suonano come un passo indietro rispetto allo spettacolo da Big Bang – quello di Jovanotti prima ancora che quello di Renzi – visto lunedì contro il Torino. Va beh, quella partita è irripetibile. Ma l’intensità e la puntualità tattica di quella prestazione devono restare una bussola importante per la squadra.

A Livorno si è rivisto a tratti – nella prima mezz’ora – il Gubbio spaesato di Grosseto o dei primi minuti con l’Ascoli. Complice la prova degli esterni amaranto, tra i quali un sontuoso Rampi, scuola Perugia, che hanno letteralmente messo a soqquadro i piani eugubini. Complici anche le disavventure di un terreno di gioco gibboso, che è costato una distorsione a Raggio Garibaldi e l’esordio stagionale di Gerbo gettato nella mischia senza tanti preamboli.

L’uomo in più nella ripresa, poi, si è visto poco. Anche perché Novellino, cacciato al pari di Lambrughi, ha disegnato una squadra con 8 giocatori costantemente dietro la linea del pallone: e il Gubbio a far girare sfera per cercare di crearsi un varco, un po’ come avviene nella pallanuoto.

Festa grande al 95' al "Picchi" - foto Settonce
Il 4-2-4 con cui Simoni ha chiuso la gara nell’ultimo quarto d’ora è la dimostrazione di come la squadra ci abbia provato, e in campo si è visto che ci ha pure creduto. Alla fine la pennellata d’autore di Ciofani – che solo l’inettitudine di un burocrate che non ha mai giocato a calcio può consentire di attribuire all’autorete del portiere – ha rimesso le cose a posto.

Anche questo è un segnale confortante: la dea bendata ci dice che forse il vento ha girato davvero. Ma quel vento, un po’ come nelle gare a vela, bisogna sempre e comunque andarselo a cercare.

A cominciare dall’insidiosa sfida col Cittadella: squadra che gioca meglio in trasferta e che, a dispetto dei 14 punti in classifica, è brutto cliente. Di sicuro i 3 punti con i padovani varrebbero doppio. Ma questo va semmai soppesato da domani sera… Prima bisogna cercarsi il vento buono.

 
Copertina di "Fuorigioco" del 31.10.11
musica di sottofondo. Colonna sonora "Mediterraneo" - 1991
 

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