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venerdì 2 dicembre 2011

L'ottimismo di Coppa... e le sconfitte fuori dal campo...

Per ora non è riuscito neanche all’Albero di Natale più grande del mondo, che ha fatto capolino ad inizio ripresa durante la diretta Sky, di accendere – o meglio riaccendere – il Gubbio.


Ma più che la sconfitta inopinata con l’Empoli, il penultimo posto in classifica in coabitazione – che poi sarebbe l’ultimo, se l’Ascoli non fosse partito da -10 (ed è in attesa del responso di un ennesimo ricorso) – quello che la domenica finale di novembre ha lasciato, come strascico spiacevole, è il contorno, il clima, l’atmosfera di amarezza e delusione del dopo-gara.

Dagli epiteti, isolati ma pesanti, rivolti a Simoni, fino alla querelle con gli steward, trattati con poco rispetto da chi forse ne ignora sia il ruolo che la dedizione.
Gigi Simoni a Cesena (foto Settonce)
E il bello è che il tutto è avvenuto in quel settore tribuna che dovrebbe essere il salotto dello stadio, il transatlantico del nuovo Barbetti, la vetrina da cui presentare il gioiello impiantistico e da cui godersi la neopromossa in serie cadetta. Fuori dallo stadio, poi, è avvenuto anche di peggio – chiedere ad Almici e famiglia.
Evidentemente la serie B è ancora lontana per qualcuno. E prima ancora di essere difesa, in classifica, va conquistata sul piano della mentalità e del rispetto.

Per fortuna che c’è la Coppa Italia. Non per il risultato – la quinta sconfitta in sei gare novembrine dove solo l’acuto del giorno dei Santi sul Cittadella, marchiato Boisfer, ha regalato punti e sorrisi. Per fortuna che c’è la Coppa perché a Cesena, a dispetto dello 0-3 finale, si è rivisto un Gubbio pimpante, volitivo, intraprendente, con personalità. Meno timoroso – sebbene di fronte ci fosse una squadra di A con molti meno rincalzi di quanto annunciato – anche se sempre in lotta perenne con il fattore G: che in questo caso sta per gol, o meglio per difficoltà a realizzarlo.

Duello Buchel-Parolo
(foto Settonce)
Le occasioni non sono mancate, le traverse neppure (altro indizio, unito al montante di Ciofani contro l’Empoli, che il periodo è di quelli da dimenticare), ma c’è stata più squadra: forse non è un caso che in mezzo al campo il talento di Buchel – che ha ancora enormi margini di miglioramento – si sia fatto apprezzare, insieme alla corsa perpetua di Raggio Garibaldi. Non è neanche un caso probabilmente, che i gol incassati siano arrivati da ingenue donazioni di acerba paternità – leggi la strattonata di Almici e il gollonzo incassato da Farabbi nella ripresa.


Gli ultrà sono con Gigi Simoni (foto Settonce)
 Per fortuna che c’è la Coppa, che ha comunque restituito un feeling apprezzabile tra tifosi e tecnico – da applausi lo striscione ad inizio gara e i cori pro-Simoni. Per fortuna che ora torna il campionato. E lo fa nel modo più severo, con la improba trasferta di Castellammare – una di quelle che già a inizio stagione facevano pensare ad un sabato in poltrona – dove magari, senza avere granchè da perdere, contro una delle squadre rivelazione del torneo, i rossoblù potrebbero anche sorprendere.

Ma il punto resta un altro: che si può anche perdere, in campo e in classifica. Ma non va persa la dignità. In campo continuando comunque e sempre a lottare, come dichiarato dal capitano Sandreani domenica sera. Sugli spalti continuando a sostenere una squadra artefice comunque di un prodigio: senza rischiare di smarrire quel sigillo che ha reso inconfondibile una piazza come Gubbio anche al più estemporaneo degli avventori.

Calda, passionale, capace di inventarsi terzi tempi goliardici e inusuali, ma soprattutto autenticamente sportiva. Poi, può anche succedere che si accenda l’Albero… magari addirittura con il Papa…

 
 
Copertina de "Il Rosso e il Blu" di venerdì 2.12.11
musica di sottofondo: "Respect" - Aretha Franklin (1968)
 

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