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venerdì 23 marzo 2012

Scocca l'ora dell'"Olimpico" di Torino: serve il Gubbio umile e determinato delle grandi imprese...


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Stadio Olimpico di Torino. Siete collegati in diretta per la radiocronaca di Torino-Gubbio, valida per la 32ma giornata di serie B”.

Diciamoci la verità, solo due anni fa una frase del genere sarebbe stata negli angoli reconditi delle velleità oniriche del più caldo dei tifosi rossoblù. Immaginare di essere a Torino contro la squadra granata, per una gara di campionato, era un po’ come vedersi alle Bahamas dopo un 6 al Superenalotto.
In questi due anni è successo di tutto, compreso il 6 al Superenalotto, compreso il Gubbio in serie B. Ed è successo anche che i rossoblù l’abbiano pure battuto il Torino, addirittura due volte – la prima per gioco, nel triangolare Mancini dell’agosto 2010, la seconda sul serio, con la stoccata di Daniel Ciofani il 24 ottobre scorso.

La prima in panchina per Simoni...
e il Torino andò giù 1-0 (foto Settonce)
Era il debutto in panchina per Gigi Simoni, era un Gubbio ancora a 7 punti e alle prese con la capolista imbattuta del campionato.
Successe quel che successe e di acqua sotto i ponti, da quel lunedì sera, ne è scorsa copiosa. Simoni ha avuto i suoi alti e bassi, in fatto di risultati, dopo l’avvio incoraggiante (7 punti in 3 gare, compreso il pari in zona Cesarini firmato ancora da Ciofani sul Livorno di Novellino). Che la ruota poi abbia girato in senso opposto si è capito proprio da quel che accadeva negli ultimi minuti: dopo il pari all’Ardenza e la vittoria sul Cittadella sono arrivate pian piano anche le beffe, soprattutto nel 2012 con le sconfitte di Ascoli e Nocera e il pari del Crotone, tutti maturati al 90’ o giù di lì.

Donnarumma: all'"Olimpico" una delle prove
più difficili della stagione (foto Settonce)
Ora si riparte dal Torino e si riparte da Marco Alessandrini, che ha avuto appena una settimana di Car, per ambientarsi in una piazza che conosce a menadito, e assumere in toto le redini della squadra.
Il passo indietro di Simoni – volontario o meno – gli fa onore, perché al di là delle decisioni prese in campo (che poi siamo abituati a giudicare solo in base al risultato) è certamente uno che la faccia ce l’ha messa sempre, da direttore tecnico e poi da mister. Ora torna dietro la scrivania da dove comunque un contributo sostanziale può continuare a garantirlo, come era avvenuto nel biennio di Torrente e come lo stesso trainer di Cetara gli ha riconosciuto qualche settimana fa nel ricevere la panchina d’oro 2011.

Per Marco Alessandrini, domani, all'"Olimpico"
di Torino il ritorno a pieno titolo sulla panchina rossoblù
Di che colore sia invece la panchina di Alessandrini, domani all’Olimpico, lo capiremo dall’evolversi della partita, dall’atteggiamento, mentale prima che tattico, della squadra rossoblù.
Più che i numeri – si profila un 4-1-4-1 – conta infatti la testa con cui si scende in campo. Timore reverenziale sì ma deve durare lo spazio della corsetta a metà campo. Poi dal fischio d’inizio non conterà più dove sei e contro chi giochi. Conta pensare che serve assolutamente un risultato positivo, che farebbe mai come stavolta morale oltre che classifica.
Per una squadra cui in trasferta più che l’esperto di numeri – appena 4 punti su 45 disponibili – forse ci vuole lo psicanalista.
E chissà che Alessandrini, arrivato nelle strane vesti di motivatore, non si scopra un po’ anche questo…

 
Copertina de "Il Rosso e il Blu" - venerdì 23.3.2012
musica di sottofondo: "Wisemen" - James Blunt (2005)
 

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