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lunedì 19 marzo 2012

Il pari pirotecnico, il carosello di rimorsi e la lezione di... masochismo. In 90' il Gubbio di quest'anno...

La delusione di Boisfer, tra i migliori in campo
al fischio finale (foto Settonce)
Come complicarsi la vita da soli, anche nelle situazioni più inaspettate. Il Gubbio di quest’anno sembra volersi candidare all’Oscar del masochismo, con un valore aggiunto in più: non basta farsi del male, è ancora più sadico riuscirci negli ultimi minuti di ogni gara.


E così come all’andata a Crotone – a firma Djiuric era il 90’ – come ad Ascoli - per l’incornata di Falconieri all’89’- e come a Nocera Inferiore – per il tiro della disperazione tentato da Merino al 92’ – i rossoblù incassano l’ennesima rimonta in uno scontro diretto, stavolta addirittura dopo aver segnato in "zona Cesarini" – grazie al primo gol scaturito da corner e arrivato di testa con Marcello Cottafava. Rocambolesca l’azione del penalty finale, molto contestato ma purtroppo legittimo. Ed è inutile chiedersi se la stessa decisione l’arbitro l’avrebbe presa a parti e campi invertiti.

Donnarumma su Vinetot, è il 91'
(foto Settonce)
A Gubbio il pavido Giacomelli di Trieste – un arbitro che ha usato i cartellini a senso unico e che di certo non ha garantito una direzione equanime – ha indicato il dischetto quando Donnarumma ha travolto Vinetot, che dalla sua ha avuto la fortuna che la palla non uscisse dal campo, ma rimbalzando sulla traversa tornasse sul terreno di gioco (rendendo la carica del portiere “attiva” e dunque passibile di massima punizione).
Prendersela con il direttore di gara significa però cercare l’ennesimo alibi di una stagione che di alibi è costellata come le buone intenzioni sulla via dei Campi Elisi.

La realtà è che il Gubbio non è riuscito a battere il Crotone, restando a 4 punti dai calabresi e salendo a quota 27, con la quint’ultima che resta a 29 (il Vicenza) ma con terz’ultima e penultima che premono da vicino, Ascoli e Albinoleffe, l’unica squadra quest’ultima che sembra più in disarmo di tutti.



Ciofani esulta a due mani: a quota 10
manca un solo gol... (foto Settonce)
 La gara con i rossoblù di Calabria è paradossale, ma forse anche emblematica del caos che sta caratterizzando questa stagione: primo tempo non eccezionale del Gubbio ma sufficiente a imbrigliare gli avversari e a colpirli al momento giusto. Aggressività giusta, caparbietà e intraprendenza, se non era il miglior Gubbio della stagione, certamente una squadra concreta e risoluta, con il solito Ciofani che più prende critiche più si dimostra l’unico attaccante che vede la porta dei sette a disposizione della causa rossoblù.


La panchina "lunga" del Gubbio... e quattro modi diversi
di vivere la partita (foto Settonce)
Nella ripresa le mosse di Drago hanno cambiato l’inerzia della gara ma i correttivi posti dal duo Simoni-Alessandrini hanno finito per rivelarsi un boomerang: togliere una punta per un difensore a mezz’ora dalla fine è un messaggio poco rassicurante che si dà alla squadra (e anche agli spalti) con l’aggravante che un minuto dopo il Crotone ha pareggiato.
La gara poi è scorsa via sugli episodi – da parte eugubina – e su una più costante azione offensiva da parte crotonese, con Donnarumma protagonista di alcuni interventi prodigiosi. Il finale sembra essere scritto da Hitchckock con il primo gol stagionale di testa su calcio da fermo del Gubbio e sul ribaltamento di fronte inopinato, concesso ai calabresi.

Calil spiazza Donnarumma, è il 3-3 finale (foto Settonce)
A parti inverse forse l’arbitro non avrebbe fischiato il rigore, ma sicuramente il Gubbio non sarebbe riuscito a penetrare in area di rigore avversaria con appena 2’ di recupero a disposizione. A questo punto l’unica speranza – dettata più dal cuore che dalla logica – è che nelle 10 partite che restano (a cominciare dalla proibitiva trasferta dell’Olimpico di Torino) si veda in campo la cattiveria che è propria di una squadra che vuole salvarsi.
Quella stessa carica agonistica che si deve riconoscere al Crotone, capace di rimontare per tre volte una gara che al 90’ avrebbe spezzato le reni a chiunque.

La curva rossoblù non si rassegna
(foto Settonce)
I 4 punti persi in una settimana tra Nocerina e Crotone sicuramente peseranno.
Sta al Gubbio – sta a Simoni e Alessandrini e ai rispettivi ruoli che decideranno di assumere anche nelle prossime ore – capire come uscire dal tunnel e ritrovare la continuità. Di carattere, di determinazione e quindi anche di risultati.
L’alternativa è la rassegnazione: che questa piazza e questi tifosi certamente non meritano…


Copertina di "Fuorigioco" del 19.3.2012
musica di sottofondo: "Messico e nuvole" - G.Palma & the Bluebeaters (2007)

1 commento:

  1. l'errore (non meramente psicologico, bensì) tattico non è "togliere una punta per un difensore", ma inserire il 4° centrale di difesa (c'erano già Caracciolo Cottafava e Benedetti) senza avere più cursori (terzini e mediani di spinta: fuori prima Sandreani, poi anche Raggio), cosicchè il Crotone ci prendeva di infilata da centrocampo, con giocatori più rapidi dei nostri: se togliendo la punta avessimo infittito il centrocampo, già sarebbe stato meglio! Il Calcio è una scienza esatta, non si possono violarne i principi basilari e sperare di farla franca lo stesso. Fto: Mauro Agostinelli

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